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Terni, furti in appartamento: sgominata la banda autrice di una ventina di colpi nel centro Italia

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I carabinieri di San Gemini e quelli di Terni hanno scoperto una banda di ladri responsabile, tra ottobre 2020 e aprile 2021, di una ventina di furti in appartamento nella provincia ternana, in quella di Rieti e di Roma. L'operazione è stata denominata "Broken windows", proprio perché i banditi agivano quasi sempre forzando le finestre delle abitazioni da svaligiare. La banda è composta da quattro cittadini, di cui due di origine albanese e due romeni. Un uomo, di 36 anni, è stato arrestato poiché destinatario di misura cautelare personale della custodia in carcere per furto aggravato in concorso emessa dal gip, Simona Tordelli.

 

 

L’uomo, risedente a Roma e ritenuto dai militari il capo della banda, si avvaleva della sua compagna, coetanea, verosimilmente presente con lui nella maggior parte dei furti. La donna è stata denunciata in stato di libertà per gli stessi reati. La coppia, spiegano i carabinieri, traeva le proprie risorse esclusivamente dai reati predatori messi in atto. Sono ancora in corso le indagini per identificare compiutamente gli altri due complici. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in conferenza stampa dai carabinieri del comando provinciale di Terni (foto in alto), la mattina di mercoledì 27 ottobre 2021  

Secondo quanto ricostruito dai militari, i ladri operavano con “scaltrezza, mostrando capacità organizzative e modo di procedere navigato e sistematico con piani di fuga ben studiati e organizzati”, ricorrendo anche al supporto di complici “in caso di abbandono forzato dei veicoli utilizzati”.

 

 

Il modus operandi era sempre lo stesso. La banda, per i propri colpi, prediligeva villette, case isolate o piccoli condomini, dove riusciva ad accedere forzando o rompendo i vetri delle finestre.  I quattro agivano già dal primo pomeriggio, nell’arco orario compreso tra le ore 16 e le 20, ricercando soprattutto soldi, gioielli, orologi, monete storiche e attrezzature fotografiche. I quattro riuscivano a fuggire utilizzando autovetture sempre diverse, di grossa cilindrata e di provenienza lecita, ma con intestazioni fittizie al fine di non essere riconducibili ai materiali autori dei reati.

La refurtiva totale racimolata negli appartamenti, in base alle denunce sporte dalle vittime dei furti, corrisponde un valore di circa 30 mila euro. La banda riusciva poi a individuare i ricettatori giusti a Roma.