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Prezzi del metano alle stelle, Ceramiche Noi: "Rischiamo lo stop alla produzione"

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Sono usciti fortificati dalla crisi, reinventandosi e costituendosi in cooperativa, e ora rischiano di dover fermare la produzione a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia. Si sta parlando di Ceramiche Noi di Città di Castello, una realtà produttiva del territorio umbro, con una ventina di persone al lavoro, di cui 11 soci e altrettanti dipendenti, un prodotto di qualità che viene esportato per il 90%. Insomma, una azienda emblematica dell’Umbria che funziona, crea e non molla. Da gennaio prossimo, quando saranno sbloccate le tariffe del metano e i prezzi raddoppieranno, Ceramiche Noi rischia di dover fermare la produzione. “Lavoriamo con un forno che funziona 24 ore su 24, a 1.150 gradi di potenza, consumiamo 600 mila metri cubi di metano all’anno. Questo significa che, se le tariffe dovessero raddoppiare, la nostra spesa mensile passerebbe in un colpo da 16 mila euro a oltre 50 mila euro”, racconta il presidente Marco Brozzi.

 

 

E aggiunge: “Costi che farebbero raddoppiare il prezzo del prodotto a tal punto da non essere più sostenibile dal mercato. Tanto più che a peggiorare le cose ci sono anche gli aumenti di altri materiali come gli imballaggi: il cartone è cresciuto del 30%. A questo punto converrebbe fermare la produzione e riprenderla a rincari passati”. E proprio martedì 26 ottobre, nella sala consiliare del Comune di Città di Castello, è stato fatto un incontro con operatori del settore manifatturiero, associazioni di categoria come Confimi Industria Umbria, e istituzioni per individuare le strade della ripartenza economica del territorio.

 

 

“Sono emerse molte idee, spunti opportunità per affrontare la ripresa - specifica Brozzi - ma tutto è minacciato dall’aumento sconsiderato delle fonti energetiche”. Da qui l’appello a Stato e Regione a intervenire con sovvenzioni alle imprese o strategie comunitarie finalizzate a ottenere un trattamento meno oneroso da parte dei paesi fornitori. “La nostra cooperativa - conclude - è nata dalla volontà di salvare l’azienda dalla crisi e da allora è cresciuta. Noi non molliamo ma ci ascoltino".