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Ciclismo paralimpico, otto atleti chiedono la testa del ct Valentini: "Forse perché non li ho portati alle Olimpiadi"

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Mario Valentini ha riempito la bacheca della Nazionale italiana paralimpica di ciclismo con prestigiosissimi trofei e ora si trova a giocare una delle battaglie sportive più difficili della sua lunghissima carriera. Otto atleti azzurri, come scrive Guido La Marca su Tuttobiciweb, hanno chiesto la testa del commissario tecnico umbro di Montefalco al presidente del comitato paralimpico Luca Pancalli. Valentini sta soffrendo parecchio per questa situazione che si è creata. “Nel momento più difficile della mia vita" (il 21 febbraio scorso ha perso Mauro, suo figlio, ndr), dice Valentini sentito da La Marca, “mi hanno pugnalato alle spalle. Comprendo e capisco l’imbarazzo del presidente Cordiano Dagnoni, con il quale ho un rapporto franco e sincero, ma la notizia di questa lettera, firmata da otto atleti che hanno chiesto la mia testa e il mio allontanamento forse perché non li ho portati alle Olimpiadi, mi ha ferito profondamente. Adesso devo pensare a rimettermi in sesto, e poi spero di poter parlare con il Presidente” ha aggiunto. Valentini in questi giorni si trova in ospedale, a Villa Tiberia a Roma per un check-up,

 

 

Vedremo come andrà a finire per il tecnico, 79 anni compiuti, che ha fatto centro ancora alle Olimpiadi di Tokyo. Alla sesta partecipazione personale ai Giochi ha portato a casa Italia sette medaglie: 1 oro, 5 argenti e 1 bronzo. E proprio nel commentare i successi in Giappone, soprattutto la vittoria con la staffetta handbike, si era tolto qualche sassolino dalle scarpe. “E’ la giusta ricompensa per questi 5 anni di instancabile lavoro. Abbiamo risposto sul campo alle critiche arrivate sulle nostre scelte tecniche e ai dubbi sul nostro futuro: bisognerebbe parlare solo quando si hanno competenze e corrette informazioni. La mia porta è sempre aperta per qualsiasi confronto”.  

 

 

Valentini, ct dal 1998 e plurimedagliato si sente di poter dare ancora tanto al ciclismo e di sicuro, lotterà per continuare o quanto meno non uscire di scena perché lo hanno chiesto alcuni atleti delusi, sempre dopo aver chiarito la situazione con il presidente della Federciclismo Cordiano Dagnoni e col numero 1 del movimento paralimpico Luca Pancalli.