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Terni, quartiere San Giovanni: il Comune spera nel progetto presentato della Union Basket

Giorgio Palenga
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Il progetto presentato dalla Union Basket per il bando Sport e Periferie 2020 (nella foto un rendering) resta al momento la migliore soluzione, oltre ad essere l’unica, per riqualificare l’area destinata a verde pubblico e/o impianti sportivi al quartiere San Giovanni, a Terni.

Lo conferma il Comune, per bocca dell’assessore all’urbanistica, Federico Cini, in piena sintonia con la collega ai lavori pubblici, Benedetta Salvati, che è anche vice sindaco. “Un progetto valido economicamente e ben fatto – spiega Cini – rispondente alla destinazione della zona di verde e campi sportivi”.

 

 

Effettivamente in quella zona, quando venne costruito il quartiere, c’era un campo da calcio nel quale hanno giocato generazioni di ternani di San Giovanni. Negli ultimi anni, viceversa, l’area era stata destinata a giochi per i bambini, inizialmente affidata a un gestore che vi aveva addirittura stabilito la propria residenza in una grande “casa viaggiante”. Poi, però, il Comune aveva deciso di riappropriarsi dell’area che attualmente è però da anni dismessa.

Il progetto della Union Basket, dal costo di circa 800 mila euro, ha corso per ottenere la quasi totale copertura dell’investimento dal bando ministeriale Sport e Periferie, ottenendo un punteggio che gli avrebbe consentito di incassare i fondi stanziati se non fosse che, al momento della pubblicazione delle graduatorie, non si fosse scoperto che l’80% del corposo stanziamento (160 milioni di euro a fondo perduto) sarebbe dovuto andare a progetti presentati nel sud Italia.

“Probabilmente se lo avessimo saputo – ha commentato il presidente della Union Basket, Pierpaolo Pasqualini – non avremmo neanche partecipato. Mi piace sottolineare però che il nostro punteggio è stato altissimo e scorrendo la graduatoria, circa 90 progetti che hanno avuto risultati peggiore del nostro sono stati finanziati. Questo significa una sola cosa, che ad armi pari avremmo brindando”.

Una… disavventura capitata anche al progetto predisposto dall’Athletic Terni per il camposcuola Casagrande, che addirittura è all’ottavo posto tra i primi esclusi a livello nazionale.

 

Tornando a San Giovanni, la Union ha nel cassetto una vera e propria riqualificazione dell’area, non solo quindi la realizzazione di quella che sarebbe comunque la sua “casa”.

“E' stato un progetto curato in ogni aspetto – ha continuato Pasqualini – e siamo fieri di averlo preparato grazie allo sforzo di tutti. Il progetto è estremamente riqualificante per l’intera zona, quella di San Giovanni, che ha bisogno di modifiche strutturali e sociali. Anche gli abitanti del quartiere, scoperta la bontà del progetto, hanno sposato la nostra causa. Questo rimarrà comunque un punto di partenza per noi”.

“Niente comunque è perduto – ha concluso Pasqualini – perché intanto è necessario sottolineare che la graduatoria è provvisoria, ma soprattutto perché un anno di lavoro non è da buttare nel cestino. Il progetto in mano lo abbiamo ed è bellissimo. Due campi all’aperto, un campo al chiuso, uno spazio per il sociale di tutto il quartiere. Noi di certo non molliamo e proveremo a portare avanti il nostro sogno comunque”. Il problema, ora, è trovare i finanziamenti. Nel caso in cui fosse il privato a riuscire a recuperare i fondi necessari, il Comune potrebbe assegnare l’area in concessione per un cospicuo numero di anni. L’ipotesi che invece riesca a trovarli l’ente pubblico, di questi tempi e dopo il dissesto, più che remota sembra al momento un sogno.

Intanto Palazzo Spada deve pubblicare il bando per l’assegnazione dell’attiguo chiosco-bar, tra via Di Vittorio e piazzale Senio, che invece non fa parte del progetto. Anche in questo caso, come per il bando per l’assegnazione della gestione del Paladivittorio, i tempi del Comune non si possono definire certo… fulminei. Lo scorso gennaio 2021, quindi oltre nove mesi fa, era stato approvato l’atto per consentire la demolizione di alcuni abusi edilizi che i tecnici avevano ravvisato nella struttura, propedeutici alla pubblicazione del bando, per una concessione di nove anni a 5.400 euro all’anno, con obbligo di apertura da maggio a ottobre. Le demolizioni però non sono ancora avvenute, “persesi”, evidentemente, negli uffici di Palazzo Spada. L’auspicio è comunque che la prossima estate il chiosco possa riaprire.