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Assolto ternano arrestato e processato in un'indagine di mafia per uno scambio di persona

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Una storia a lieto fine, al termine di una vicenda giudiziaria durante la quale il diretto interessato, risultato poi del tutto estraneo alla vicenda, ha conosciuto anche il carcere. Era il settembre 2020 quando il geometra ternano Riccardo Lazzari, 40 anni, era finito in carcere – prima di essere rimesso in libertà pochi giorni dopo dal gip competente – con un’accusa infamante: quella di essere stato corrotto dalla proprietà di un’impresa che stava svolgendo lavori per conto di Anas, perché chiudesse un occhio su tutta una serie di irregolarità nel cantiere, annullando verbali già redatti, giustificando l’assenza di permessi e fungendo da ‘garante’ per il completamento dei lavori. Ciò in cambio della promessa di ricevere in dono, dalla stessa impresa, un escavatore.

 

A distanza di poco più di un anno, il geometra ternano, difeso dallo studio Battiston di Milano, è stato assolto con formula piena dal gip di Milano, nel contesto del processo con rito abbreviato che riguardava alcuni degli indagati. Un’indagine, quella messa in campo dalla Dda di Milano, che aveva fatto luce su affari poco leciti in seno all’Anas e rapporti di prossimità con la ‘ndrangheta.

Per Lazzari però, l’errore giudiziario – di fatto uno scambio di persona nel corso dell’inchiesra – era stato subito evidente, tanto che la scarcerazione era arrivata nel giro di pochi giorni. Ciò anche sulla base dell’assenza di riscontri alle perquisizioni: il geometra aveva esibito il blocco delle multe dove non risultavano verbali rimossi e dell’escavatore ‘promesso’ non c’era traccia.

 

 

Con il passare del tempo, gli inquirenti hanno compreso che ‘Fausto il pugliese’ – inizialmente individuato nel Lazzari – era semplicemente un’altra persona rispetto a quella ipotizzata. Fra l’altro, il soggetto accusato aveva radici familiari in Calabria, mentre i parenti del Lazzari sono tutti ternani da più generazioni. Ma tant’è. All’arresto aveva fatto anche seguito il procedimento disciplinare e quindi il licenziamento da parte di Anas, anche se il geometra ternano ha subito trovato un impiego come responsabile security e control per una multinazionale Svizzera. Scontata la causa di lavoro verso Anas, alla luce di come si è conclusa la vicenda.