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Green pass, l'Umbria non si blocca. Protesta a Terni e file in Regione a Perugia ma niente caos

Sabrina Busiri Vici
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L’Umbria non si blocca all’entrata in vigore dell’obbligo di controllo del green pass nei luoghi di lavoro. Si registrano proteste in piazza a Terni e file a Perugia nel pubblico impiego ma niente caos. Nessun disservizio per i trasporti e, infine, tutto liscio nelle aziende private. E’ quanto fa sapere Ast all’ingresso dei 3 mila dipendenti. Situazione tranquilla anche ai tornelli di Nestlé a Perugia dove passano 800 lavoratori. Grande organizzazione e servizi ampiamente sperimentati anche in aziende come Isa a Bastia Umbra, Manini Prefabbricati a Santa Maria degli Angeli (“Controlli a tappetto - fa sapere l’azienda - sia nella sede dove lavorano gli impiegati che nello stabilimento di Bastia”). E, ovviamente, normalità assoluta anche alla Cucinelli di Solomeo: “La sicurezza dei dipendenti e di tutti noi è la prima cosa” ha detto Carolina Cucinelli entrando al lavoro. 

 


Nessun disservizio significativo sul fronte dei trasporti pubblici. Si temevano criticità, al momento scongiurate. I treni regionali hanno circolato regolarmente, così come il trasporto urbano. Stesso andamento nel settore privato degli autotrasportatori nonostante il malumore crescente per le criticità del settore dovute alla penuria di autisti che il certificato verde ha ulteriormente potenziato. “A peggiorare gli umori però la nuova linea introdotta del governo - precisa Marina Gasparri di Cna - di dare il via libera alla circolazione ai vettori stranieri con la sola limitazione del divieto di carico e scarico”. Nel settore del pubblico impiego, dopo la rincorsa degli uffici ad approvare protocolli e al collaudo di nuovi sistemi di verifica agli ingressi, ieri sono state registrate file all’ingresso del Broletto, sede principale della Regione, con 700 dipendenti. Nel piazzale antistante la porta d’ingresso fra le 8,20 e 8,40 si è creata una fila di alcune decine di dipendenti. Il motivo? “I tornelli si aprono dopo tot secondi dopo che il rilevatore ha scansionato il green pass ma evidentemente bisogna accorciare i tempi per renderli compatibili con flussi più intensi in entrata”, spiega il dirigente del Servizio Programmazione generale, Carlo Cipiciani a sovrintendere le operazioni. L’ingresso flessibile in Regione permette l’entrata negli uffici dalle 7,30 alle 9 (9,30 nel caso di flessibilità agevolata) così ieri nelle prime ore della mattinata lavorativa la procedura di verifica al tornello del Broletto non ha avuto intoppi ma dopo le 8,15 il sistema si è rivelato troppo lento. Perciò è scattato il piano b: ingresso senza verifica della certificazione verde ma controlli a campione entro mezzogiorno secondo quanto impone la normativa. “Il sistema sarà portato a norma velocemente perché vogliamo che i controlli siano al momento d’ingresso”, precisa Cipiciani. Al Broletto la situazione comunque si è normalizzata in una ventina di minuti e nelle altre sedi regionali non ci sono stati intoppi.

 

 


Per la scuola, che ha fatto da apripista nel green pass obbligatorio, qualcosa ora cambia. Il Comitato tecnico scientifico della Regione ha approvato l’adeguamento del Piano scuole per l’anno scolastico 2021-2022 nella parte riguardante le misure relative alla quarantena di alunni e personale scolastico. Visto l’andamento della campagna vaccinale e l’incidenza dei contagi, è stato deciso di estendere alla scuola primaria le stesse misure di quarantena già adottate per la scuola seconda.
L’effetto green pass è forte in farmacia. Il giorno prima dell’entrata in vigore dell’obbligo della certificazione verde nei luoghi di lavoro le farmacie hanno avuto un super impegno. Negli esercizi aderenti a Federfarma i test rapidi antigenici effettuati sono stati 6.266. Per la cronaca il giorno precedente, il 13 ottobre, ne sono stati fatti 3.264, circa la metà e addirittura il 12 ottobre ne hanno rilevati 2.276. Richieste per lo più da attribuire a persone non vaccinate che per accedere ai luoghi di lavoro hanno dovuto sottoporsi al test.