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Giano dell'Umbria, sequestra e picchia la ex per quattro ore: arrestato sessantenne

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Sequestra e picchia la ex per ore. A Giano dell’Umbria i carabinieri della compagnia di Spoleto ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 60 anni per i reati di “maltrattamenti in famiglia”, “sequestro di persona”, “lesioni personali aggravate” e “danneggiamento”.
La decisione di interrompere ad agosto un rapporto durato 10 anni è stata la causa che ha scatenato la violenza inaudita posta in essere nei confronti della ex compagna sino a due settimane fa ad opera di un 60enne del posto. 

 

 

Una violenza protrattasi nel tempo con il racconto e la raccolta di elementi a riscontro effettuata ad opera dei militari della stazione di Giano dell’Umbria che hanno ricostruito gli episodi che si sono susseguiti dal 2014. Numerosi episodi di maltrattamenti subiti dalla donna, tra l’altro con l’aggravante della presenza del figlio minore, nonché con l’utilizzo di violenza oltreché fisica anche psicologica con frasi ingiuriose, minacciose. Tra le frasi proferite dall’uomo ce ne sono alcune emblematiche del tipo che evidenziano quanto subito dalla donna. L’episodio più grave si è verificato di recente quando l’uomo, quasi con l’inganno, l'ha a entrare in casa per raccogliere gli ultimi effetti personali e l'ha sequestrata nella propria abitazione, proferendo parole di amore nei suoi confronti alternate a minacce gravi. Soltanto dopo quattro ore in cui l’aveva percossa ripetutamente con profondi segni sia fisici che sullo stato psicologico della ragazza, la lasciava uscire in casa dicendole che era stata fortunata perché si era calmato e le concedeva la possibilità di uscire. Nella circostanza la donna ha acquisito maggiore consapevolezza del pericolo e ha provveduto a denunciare ai militari compiutamente l’accaduto, ricorrendo preliminarmente alle cure del caso per le numerose contusioni ed escoriazioni subite.

 

 

Si è posta la parola fine a queste ripetute violenze subite grazie al lavoro costante degli uomini dell’arma spoletina sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Spoleto, particolarmente sensibili ad episodi riguardante reati di codice rosso che richiedono tempestività nell’azione, chiara lettura degli eventi e stretta sinergia tra operatore-vittima.