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Terni, aumenti del metano esorbitanti: stazione di servizio decide di sospendere la vendita

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Il cartello (nella foto) è rimasto affisso un paio di giorni, poi qualcuno lo ha fotografato e l’immagine è circolata sul web, destando grande scalpore. Nella giornata di giovedì 14 ottobre 2021, così, è stato rimosso.

Una stazione di servizio nella zona di Papigno, alle porte di Terni, quella di Sandro Ballesi, ha messo nero su bianco quello che pensa degli aumenti del carburante, e del metano in particolar modo. Soprattutto prendendo una decisione che certamente gli crea un danno economico: chiudere l’impianto per la distribuzione del metano stesso.

 

“Il gestore e la compagnia petrolifera - era affisso nel cartello, come detto poi rimosso - per incompatibilità con i prezzi applicati dal fornitore della materia prima, sospendono la vendita di metano per un periodo non definito, altrimenti avrebbero dovuto applicare un prezzo di vendita esorbitante. Ci scusiamo con la clientela, ma abbiamo preferito non vendere piuttosto che applicare prezzi inaccettabili”.

Il clamore della presa di posizione ha consigliato la stazione di servizio a compiere una parziale marcia indietro: il cartello è stato così rimosso dopo qualche giorno di. L’impianto, però, per ciò che concerne la distribuzione del metano, resta ancora chiuso, al momento “sine die”.

 

“Preferiamo non rilasciare dichiarazioni - è stato il commento raccolto giovedì 14 ottobre dal Corriere dai titolari della stazione di servizio - il cartello è stato rimosso, ma l’impianto resta comunque ancora chiuso”.

Pare che la decisione di non creare ulteriore clamore sulla vicenda sia stata assunta dai titolari dell’impianto di concerto con la stessa compagnia petrolifera fornitrice. La chiusura, comunque, rappresenta un segnale forte di quanto iniqui possano essere considerati questi aumenti anche dagli stessi addetti ai lavori. A rimetterci sono ovviamente le tasche dei cittadini, clienti magari abituali e affezionati come quelli che la stazione di servizio di Papigno vuole, in qualche modo, cercare di tutelare.