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Perugia, limite a 30 km/h contro smog e incidenti: ecco le zone interessate

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Si chiamano zone 30, sono pensate per ridurre gli incidenti a danno di pedoni e ciclisti. Aree in cui si creano condizioni “fisiche” che obbligano a mantenere una velocità di 30 km all’ora. Poi c’è la questione smog, che verrebbe drasticamente ridotto. Il Comune di Perugia ha approvato l’11 ottobre scorso la delibera per partecipare al bando del ministero dei Trasporti e accedere al finanziamento di un pacchetto di progettazione, sul fronte mobilità, da 1.012.000 euro. Dentro ci sono anche le nove zone 30 previste dal Piano urbano della mobilità sostenibile. Ossia la zona universitaria della Conca, Borgo bello, via Birago, Bellocchio, Ponte San Giovanni, Balanzano e tre vie di San Sisto: via Rossini, via Mozart e via Diruta. 
Per la prima volta dopo due anni (il Pums è stato adottato l’8 aprile 2019) si fa sul serio.  Sono previsti 120 mila euro - del milione di cui sopra - per le pavimentazioni, i portali e gli elementi di arredo che indurranno gli automobilisti a ridurre la velocità di marcia. 

 


Una di queste, la zona 30 del Bellocchio, è già stata elaborata ed è ad uno stadio più avanzato. Sono stati fatti alcuni lavori, vedi il sottopasso ferroviario. Certo, ci sono interventi a favore dei pedoni che ancora attendono di essere finanziati, nel quartiere in questione, vedi la passerella inagibile sopra al semaforo sulla Settevalli. Però, intanto, si progetta. Parigi ha annunciato ad agosto una zona 30 estesa alla Ville lumière, Bruxelles è ancora più avanti e ha già adottato il provvedimento da inizio anno. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione per applicare il limite di 30 km orari in tutti i centri urbani. La città di Perugia punta ad allargare le nove già previste. Le zone 30 indicate dal Pums, “dopo adeguata sperimentazione - è scritto nel piano - potranno essere ulteriormente estese per ridurre inquinamento e incidentalità. Le zone 30 “vogliono costituire anche le principali occasioni di riqualificazione estensiva dell’arredo urbano dello spazio stradale e, soprattutto, l’incentivo alla diffusione della mobilità pedonale e delle iniziative di Piedibus sia per il trasporto scolastico che a fini di salutistici.

 


Le zone individuate “sono finalizzate a garantire la continuità di percorsi della rete ciclabile in condizioni di traffico promiscuo”. Il pacchetto di interventi proposto da Palazzo dei Priori per accedere al finanziamento ministeriale previsto dal decreto 215 del 19 maggio 2021 comprende anche altri progetti. E cioè: i percorsi ciclo-pedonali relativi al circuito Pievaiola-Corcianese-Settevalli, con una previsione di 57 mila euro, il potenziamento e la riqualificazione dei parcheggi di Sant’Erminio e Monterone, per 40 mila euro, la realizzazione dei nuovi parcheggi in centro storico di San Costanzo e San Matteo degli Armeni, per 60 mila euro, il “servizio linee navetta elettriche ad alta frequenza ‘passanti’ in centro storico” per 150 mila euro, la realizzazione di una piattaforma per il servizio cargo bike per 40 mila euro, interventi tipologici relativi alle fermate bus “high security and safety” per 65 mila euro, il project review dello stesso Pums (monitoraggio, armonizzazione al nuovo quadro normativo di riferimento) per 200 mila euro e la redazione del piano spostamenti casa-lavoro per 280 mila euro. 

 


Il nodo che si presenta con la realizzazione delle zone 30 è quello dei controlli. Chi se ne occupa? Speed check e vigili urbani non sono la soluzione: i primi sono facilmente eludibili i secondi scarseggiano nei numeri. La strada è invece utilizzare l’arredo urbano per ridisegnare lo spazio a favore di pedoni e ciclisti e di conseguenza limitando l’asfalto per le auto. Che così saranno costrette a rallentare. L’intervento va pianificato con questo obiettivo. “Serve una progettazione di qualità - spiega Maurizio Zara presidente regionale Legambiente - e l’unica zona 30 avviata a Perugia, al Bellocchio, mostra molti limiti: ci sono criticità su alcuni attraversamenti, sedi stradali che restano troppo larghe. Non sono contemplate le corsie ciclabili per restringere lo spazio delle auto. Altra difficoltà è segnalata davanti a una scuola in via Martiri dei lager dove gli spazi per i pedoni sono eccessivamente ridotti. Un’occasione persa. E’ inoltre prevista la cosiddetta ciclopedonale, concetto ampiamente superato”.