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Umbria, obbligo Green pass: sarà caos nei piccoli negozi secondo Federmoda

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E’ rischio caos nelle piccole aziende con pochissimi dipendenti qualora anche uno solo di questi sia contrario a vaccino e tampone. Da domani, infatti, per accedere al lavoro sarà necessario il green pass. Chi non ce l’ha resta a casa senza stipendio. “Non entro nel merito del provvedimento - evidenzia Carlo Petrini, presidente Federmoda Umbria - ma è evidente come, anche in questo caso, i maggiori disagi ricadano sugli imprenditori: a due mesi dal Natale ci ritroviamo a dover sostituire il nostro personale qualora sia sprovvisto di apposita certificazione. E questo, per un piccolo negozio che viene da un periodo di estrema difficoltà, rappresenta l’ennesimo brutto colpo”.

 

In Umbria sono circa cinquemila le attività commerciali. In molti casi si tratta di imprese a conduzione familiare con al massimo uno o due dipendenti che si sono formati nel corso del tempo e hanno acquisito professionalità ed esperienza. “Porto ad esempio una situazione che conosco bene - spiega Petrini, titolare di un negozio a Spoleto - con la commessa contraria sia a vaccino che a tampone e che quindi da venerdì resterà a casa. Difficile, da un giorno all’altro, inserire qualcuno con le sue stesse competenze per cui i disagi sono evidenti. E non è un caso isolato. Il mio dentista si trova ad affrontare una situazione del tutto analoga con l’infermiera professionale che lo supportava in studio”.

 

 

Per quanto riguarda il commercio, Petrini evidenzia anche una difficoltà per l’intero settore alla programmazione. “Il provvedimento è valido sino al 31 dicembre - dice - cosa succederà poi?”. Parla di conseguenze pesanti dell’obbligo green pass Paolo Bianchini, presidente dell’associazione Mio (Movimento imprese ospitalità) cui si allinea, per l’Umbria, il portavoce Enrico Guidi. “Da una ricerca effettuata dal nostro centro studi - rimarca - il 25% del personale non è vaccinato e non ha intenzione di farlo. La mancanza di dipendenti rischia di peggiorare una situazione già precaria per il settore”.