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Bambino ucciso, il padre Norbert in Procura: "Katalina ostile". Tutti i motivi dell'affidamento conteso

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Norbert ha confermato, atti alla mano, che la madre di Alex “era ostile anche nei confronti dei servizi sociali. E fino a quando lei lo aveva in affidamento non lo faceva vedere mai al padre. Trovava scuse, malattie improvvisate. Il classico caso di alienazione parentale. Da qui il ricorso e la causa. Il tribunale ungherese, ribaltando la prima sentenza, aveva quindi affidato Alex in via esclusiva al padre Norbert. Katalina poteva vederlo solo 3 ore a settimana”. Ecco il motivo della fuga in Italia (in cui la donna avrebbe cambiato il colore dei capelli, ha detto l’uomo, ndr) fino al tragico epilogo che conosciamo. E’ l’avvocato Massimiliano Scaringella a parlare per conto del suo assistito, Norbert Juhasz, sentito ieri in Procura come persona informata sui fatti per la morte del figlio Alex di soli due anni, ucciso e lasciato in un supermercato a Città della Pieve il primo ottobre scorso dalla madre, Katalina Bradacs.

 

 

La 44enne è indagata per omicidio volontario aggravato e attualmente in carcere. L’uomo non avrebbe ricevuto, nei giorni precedenti il delitto, messaggi in cui la donna minacciava di uccidere il bambino ma erano emersi in precedenza “segnali in Ungheria, poi rilevati dai servizi sociali, fino a portare alla revisione della decisione di affidamento”. L’atto è del 20 settembre. Nove giorni dopo c’è la denuncia di scomparsa di Alex. Il 1 ottobre il delitto. Il padre è stato interrogato dal sostituto procuratore Manuela Comodi, titolare dell’inchiesta. All’interrogatorio hanno preso parte una funzionaria del consolato e un’interprete. Il faccia a faccia, durato oltre due ore, ha ricostruito tutte le tappe di cronaca e giudiziarie: la conoscenza di Katalina in una scuola serale, 12 anni fa, in Ungheria, le chat, i messaggi su Facebook e il fidanzamento. Poi la nascita del bambino, la breve convivenza, le liti, l’affidamento conteso.

 

 

Alex era stato inizialmente affidato alla madre, con diritto di visita a favore del padre. Dopo tre mesi, su istanza di Juhasz, il tribunale distrettuale di Budapest avrebbe modificato il provvedimento, affidandolo al padre. Da lì la fuga in Italia della donna col bambino. Scaringella ha fornito alla magistratura le carte processuali emesse dai tribunali ungheresi. E annuncia la costituzione di Norbert come parte offesa. Comodi ha autorizzato il rientro della salma per celebrare i funerali. E’ in dirittura d’arrivo anche una rogatoria per sentire il primogenito della donna, 18enne, il primo a cui Katalina avrebbe confessato via messaggio il figlicidio. Senonché Bradacs “continua a professarsi innocente”, fa sapere il suo avvocato Enrico Renzoni, che l’ha incontrata a Capanne.