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Umbria, vincono al gioco e perdono il reddito di cittadinanza: una quarantina i casi scoperti

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La guardia di finanza sta effettuando verifiche a tappeto sui conti gioco attivati dai percettori di reddito di cittadinanza. Si parla di pocker, giochi da tavolo, scommesse sportive, tombola e bingo. Stando all’attuale normativa, infatti, le vincite, sia live che online, vanno dichiarate nella propria posizione finanziaria e non si possono occultare neanche quando i soldi non sono “cashati” e quindi non costituiscono un reale valore monetario. La finanza, attraverso analisi informatiche svolte con l’ausilio delle banche dati, ha scoperto dall’inizio dell’anno a oggi una quarantina di soggetti che nella domanda per accedere alla misura di sostegno, avevano evidenziato una situazione familiare di sostanziale indigenza ma che risultavano titolari di conti gioco sui quali erano state accreditate vincite a volte anche consistenti.

 

 

 

Nessuno di loro, però, in sede di richiesta di ammissione al beneficio patrimoniale di cui risultavano percettori, né successivamente, aveva provveduto a segnalare gli importi vinti al gioco online violando così gli obblighi previsti dalla legge 26 del 2019 ed ottenendo indebitamente il reddito di cittadinanza. Come da prassi è stata inviata segnalazione all’Inps dell’Umbria che ha disposto la messa in decadenza del sostegno dalla data della vincita. L’ultima revoca è di pochi giorni fa: il soggetto privato del sostegno aveva vinto qualcosa come 40 mila euro. Soldi mai riscossi, però.

 

 

 

 

Spesso i giocatori online ricevono un bonus di benvenuto e investono solo piccole cifre che poi portano a volumi di gioco enormi soprattutto quando si ha a che fare, come spesso avviene, con soggetti ludopatici. Non era questo il caso dell’uomo che l’anno scorso, a Orvieto, 217 mila euro con una scommessa calcistica ma non li aveva dichiarati continuando così a percepire il reddito di cittadinanza. I controlli lo hanno smascherato e il sussidio è stato tolto. Forte la collaborazione tra guardia di finanza e Inps finalizzata alla prevenzione di indebiti utilizzi delle risorse dello Stato e al controllo che i destinatari di aiuti e benefici siano effettivamente in possesso dei requisiti previsti.