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Agriflor, nuova battaglia legale: Usl 1 chiede al Comune di Perugia di sospendere l'attività a causa della puzza

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Alessandro Antonini
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L’attività di Agriflor va interrotta, per mitigare l’impatto dei cattivi odori.
E’ quanto chiede la Asl al Comune di Perugia: serve l’emissione di un’ordinanza di stop. Alla base ci sono delle rilevazioni Arpa che attesterebbero inottemperanze a prescrizioni e condizioni previste dall’atto autorizzativo nell’ambio del processo di produzione dell’azienda di Villa Pitignano.

 


Questo perchè il cattivo odore perdurante, secondo l’autorità sanitaria, sarebbe un problema di salute pubblica: mina il benessere psicofisico degli abitanti, sostiene l’azienda sanitaria locale. Il blocco della lavorazione, secondo il dipartimento di prevenzione e igiene dell’Usl 1, dovrebbe durare fino al ripristino dei parametri previsti. E solo l’attività a questo finalizzata è ammessa. Per riprendere si chiede apposita autorizzazione. Palazzo dei Priori conferma la ricezione della nota e informa che gli uffici stanno lavorando alla redazione dell’ordinanza. 

 


E’ quanto fa sapere il sindaco Andrea Romizi. Gli accertamenti dell’Agenzia regionale di protezione ambientale sono stati inviati alla Usl per l’avvio della richiesta di ordinanza nei giorni scorsi. La nota dell’azienda sanitaria è arrivata in Comune venerdì. Ma le segnalazioni sono disseminate nei mesi e negli anni. 


Come per il sopralluogo del 9 marzo 2020, in cui Arpa ha fatto sapere alla Regione che “all'arrivo in prossimità dell'impianto e all'interno dello stesso si avvertivano, saltuariamente ed in base alla direzione del vento, cattivi odori riconducibili alla movimentazione/gestione di alcuni rifiuti e nello specifico di fanghi di cartiera”, come riporta anche la sentenza Tar del 26 luglio scorso in cui il tribunale dichiara improcedibile il ricorso di Agriflor perché la stessa ditta aveva “ottemperato a tutte le misure complementari poste con la delibera Arpa, come riconosciuto dalla Regione”. 
Stavolta arriva un’altra richiesta: la sospensione dell’attività. 
Agriflor si occupa del “recupero dei rifiuti non pericolosi attraverso un processo di compostaggio volto alla produzione di fertilizzanti destinati all’agricoltura e alla florovivaistica”. L’avvocato Valeria Passeri, su incarico del comitato antipuzza di Villa Pitignano, Ponte Felcino, Bosco e Ramazzano, ha chiesto al Comune di Perugia “di chiarire se l’impianto di Agriflor “è compatibile o meno, da previsioni del piano regolatore generale, con l’area di particolare interesse agricolo (EA1) nella quale oggi ricade”.