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Terni, adesca una minorenne su Telegram: 44enne condannato a due anni e tre mesi

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Ha adescato una minorenne attraverso uno dei social che oggi vanno per la maggiore – Telegram – a colpi di messaggi talmente pesanti che alla fine la ragazza si è confidata con i genitori ed è partita la denuncia.

Per questo un 44enne ternano è stato condannato a due anni e tre mesi di reclusione, oltre ad alcune interdizioni - come quella dai pubblici uffici - e al pagamento di una provvisionale di 7 mila euro in favore della parte civile, in attesa che il tribunale determini in sede civile l'entità complessiva del risarcimento.

 

 

La sentenza è stata emessa lunedì 11 ottobre 2021 dal tribunale di Terni in composizione monocratica, giudice Dorita Fratini, e il processo è stato celebrato a seguito della denuncia presentata dalla vittima – che all’epoca dei fatti aveva 16 anni – per una vicenda avvenuta tra il 12 e il 17 giugno 2016. Secondo la ricostruzione dell'accusa, il 44enne avrebbe inviato alla ragazza diversi messaggi dal contenuto sessuale piuttosto esplicito.

Avances più o meno chiare, ma comunque riconducibili a un che di morboso e volto - per gli inquirenti - a portare in qualche modo la ragazzina a parlare di determinati argomenti, cercando di carpirne pensieri ed esperienze. Un contatto nato da normali rapporti di vicinato, visto che l'adolescente conosceva i figli dell'imputato. Approfittando di questo contesto fatto di frequentazioni comuni e quasi quotidiane, il 44enne avrebbe cercato di entrare in “confidenza” con la minorenne, a cui aveva fatto anche installare l'applicazione Telegram sul suo telefono cellulare. Lì erano arrivati quei messaggi che l'avevano così tanto imbarazzata da convincerla a raccontare tutto ai genitori, con conseguente immediata denuncia alle forze dell'ordine.

 

La successiva indagine della procura ha fatto finire alla sbarra il ternano - già noto per altre vicende giudiziarie, compresa una truffa - per il quale il pm, Cristina Danila Di Domenico, ha chiesto una condanna a due anni di reclusione. Punto di vista più che accolto dal tribunale che ha anche determinato la provvisionale in favore della ragazza, oggi maggiorenne, parte civile attraverso l'avvocato Federica Bigi. Per il 44enne invece, assistito dall'avvocato Francesca Carcascio, la prospettiva ora è quella del giudizio d'appello, con l'obiettivo di ottenere una revisione sostanziale rispetto a quanto deciso in primo grado.