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Perugia, i misteri sulla morte di Alessandro Mazzoni: "Quella sera c'erano altre persone"

Alessandro Antonini
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Quella sera nella dependance dell’albergo in cui è stato trovato morto c’erano altre persone insieme al mio Alessandro. Emergono elementi che quantomeno lo fanno sospettare. Ma a quasi 15 mesi dalla sua morte non sappiamo ancora nulla. Ci sono solo l’autopsia e voci per cui si andrebbe verso l’archiviazione come suicidio. Ci sono troppe ombre, voglio la verità”. E’ l’appello di Roberta Morlupi, la madre di Alessandro Mazzoni, trovato cadavere a 29 anni, impiccato con il guinzaglio del suo cane in una stanza d’albergo in centro storico. Aveva solo una canotta a righe, sotto era nudo. “Le punte dei piedi toccavano a terra”, fa notare la madre. Che insieme al nuovo avvocato Maria Cristina Ciace vuole fare luce su tante ombre che si sono stagliate nella prima fase di accertamento. “In quella dependance c’erano anche quattro bottiglie vuote di Tennent’s, una birra ad alta gradazione alcolica ma in base alla analisi del sangue riportare nell’autopsia risulta un tasso di 0,84 grammi per litro”, spiega Ciace.

 

Che peraltro evidenzia come nell’esame autoptico di 15 pagine depositato in Procura il 3 maggio scorso non vi siano foto del cadavere durante la prima ispezione sul luogo del ritrovamento e dopo nell’obitorio durante la cosiddetta dissezione degli organi vitali. Elementi fondamentali per eventuali indagini difensive che al momento mancano. Alessandro, residente a Torgiano, aveva assunto cocaina, stando agli esami tossicologici. Tutto fa pensare ad un festino a sfondo erotico. Quella quella notte tra il 14 e il 15 luglio dello scorso anno, nella stanza d’albergo del’acropoli doveva incontrare una ragazza. Sarebbero stati trovati anche dei perizomi. Ma qualcosa è andato storto. Sicuramente è vivo alle 4,27 quando dal suo cellulare visualizza il messaggio sulla chat whatsapp degli amici torgianesi in cui si diceva che il venerdì successivo sarebbero andati a cena dopo il calcetto. Senonché nella prima ispezione cadaverica l’orario della morte viene fatto risalire tra le 24 e le 4.

 

 

Solo in un secondo momento si indica una forbice nuova, dalle 4 alle 7. La causa del decesso è “asfissia da impiccamento” con enfisema polmonare. Non si evidenziano segni di costrizione esterna né altre lesioni se non l’abrasione sul collo lasciata da guinzaglio. Il cane è stato trovato vivo, nella stanza, chiusa dall’interno. Abbaiava forte. Quando polizia e pompieri sono arrivati la finestra era aperta, le persiane forzate pare da un inserviente. Erano le 13 passate. Oltre sei ore dopo quella che viene ritenuta l’ora della morte. Una cosa è certa: dai messaggi e dalle testimonianze di amici e famigliari Alessandro non aveva mai manifestato intenti suicidiari. “E’ una storia con troppi lati oscuri”, conclude l’avvocato Ciace, “per questo vogliamo leggere le carte”. Ma il fascicolo resta secretato.