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Marcia della Pace: le parole sul palco di Mimmo Lucano, Zakia Seddiki e Cecilia Strada

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E' giunta alla 60esima edizione la Marcia della Pace PerugiAssisi, in un 2021 che purtroppo ha conosciuto una dose aggiuntiva di dolore fra pandemia e guerra. Una manifestazione prestigiosa, quella che unisce in un fiume umano il capoluogo umbro con la città di San Francesco. Tanto che è arrivato puntuale l'omaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La marcia Perugia-Assisi è ancora una volta un segno di speranza. I valori che la ispirano e la partecipazione che continua a suscitare sono risorse preziose in questo nostro tempo di cambiamenti, ma anche di responsabilità. Questa edizione si svolge a sessanta anni dalla prima marcia promossa da Aldo Capitini. Quell’originaria, esigente aspirazione alla pace e alla non violenza ha messo radici profonde nella coscienza e nella cultura delle nostre comunità. La pace non soltanto è possibile. Ma è un dovere per tutti - Stati, popoli, istituzioni sovranazionali, imprese economiche, forze sociali, cittadini - operare per costruirla". A Mattarella ha fatto eco il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli: "Questa grande manifestazione, giunta alla sua 60° edizione, rappresenta da sempre una straordinaria testimonianza di speranza e al tempo stesso un luogo di responsabilità collettiva. In questo momento storico, dopo mesi segnati da una pandemia che ha sconvolto il mondo, è fondamentale riscoprire l’importanza delle relazioni umane, del confronto reciproco e della nostra interdipendenza".

 

 

Ma gli ospiti più attesi sul palco di Assisi erano Mimmo Lucano, l'ex sindaco di Riace condannato nei giorni scorsi a 13 anni di reclusione nell'ambito di un processo riguardante la gestione del suo modello di accoglienza dei migranti, Zakia Seddiki, moglie dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio, ucciso durante una missione in Congo, e Cecilia Strada, attivista per i diritti umani e figlia del fondatore di Emergency, Gino Strada, da poco scomparso. "Quello che è successo il 30 settembre è l’epilogo di un calvario. Non voglio la pietà di nessuno né raccomandazioni, voglio solo giustizia. In una parte d’Italia con poche opportunità, ai rifugiati abbiamo offerto non solo un’accoglienza passiva, ma vere possibilità d’integrazione. I rifugiati erano protagonisti di un riscatto sociale insieme alla comunità locale" ha detto Lucano, aggiungendo che "per un’ideale non esiste prezzo, posso rischiare qualsiasi cosa. Alla politica oggi manca di credere in un ideale". 

 

"Sappiamo che la marcia non fermerà la guerra domani o non assicurerà la giustizia che ciascuno aspetta, ma essere qui ci aiuta a sentirci tutti protagonisti per iniziare a cambiare le cose. Mettiamoci al lavoro, iniziamo con noi stessi, eliminando l’odio dalle nostre anime. Uniti siamo più forti, uniamoci per la pace concreta, sogniamo insieme un mondo più bello e più giusto" ha invece detto Zakia Seddiki, rivolgendo un toccante pensiero al marito: "Caro Luca, ti sento vicino anche se non posso più abbracciarti e non potevo tenerti la amano durante questa marcia, ma per me l’abbiamo fatta insieme. Resto positiva, il nostro sogno può diventare realtà". E per quanto riguarda Cecilia Strada, le sue parole hanno riguardato i diritti umani in pericolo: "Come si fa a non partecipare alla marcia della pace? Soprattutto in un periodo in cui di pace se ne vede poca, pace intesa come assenza di diritti. Il campo dei diritti si restringe, per cui è importante essere qui. Poi però occorre continuare a essere in marcia anche domani, quando ognuno di noi torna alla propria casa e deve impegnarsi per costruire più diritti e più pace".