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Terni, vendita Ast, il sindaco Latini: "Gruppo Arvedi opportunità per il territorio"

Giorgio Palenga
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“Ci aspettiamo che l’arrivo del Gruppo Arvedi sia un’opportunità per il territorio e porti quegli investimenti e quella crescita che auspichiamo sia per l’acciaieria che per l’economia della città”.

Il sindaco di Terni, Leonardo Latini, è in attesa, come tutti a queste latitudini, che venga presentato il piano industriale da parte del gruppo cremonese, dopo l’accordo con ThyssenKrupp per l’acquisizione dell’acciaieria che, dopo 138 anni di vita, tornerà nelle mani di un imprenditore italiano. Una soluzione che è stata accolta da valutazioni unanimemente positive a tutti i livelli, sia istituzionali, che politici e sindacali, pur con le legittime prudenze del caso.

 

Sempre in attesa che venga presentato il piano industriale, circostanza che potrà concretizzarsi solo all’indomani del closing, previsto all’inizio dell’anno nuovo, dopo che si sarà espressa l’autorità europea per la concorrenza, per dare il via libera al passaggio di proprietà.

“Ho parlato col cavalier Arvedi una sola volta – spiega Latini – ovvero il giorno dell’annuncio, e debbo dire che è bastato alzare il telefono e cercarlo per avere una risposta diretta e cordiale. Se l’acquirente fosse stato una multinazionale straniera, faccio per dire, probabilmente non avrei avuto questa possibilità”.

Latini invitò subito Arvedi in città, invito subito accettato ma subordinato proprio alla chiusura formale della trattativa, visto che fino ad allora, in linea teorica, TK e il gruppo cremonese resteranno concorrenti. “La volontà di investire e di far crescere Terni, trapelata in queste settimane – continua il sindaco – ci fa ben sperare e ritenere che sia stata veramente la soluzione migliore. Il tutto, ovviamente, dovrà trovare riscontro nel piano industriale, ma la professionalità, l’esperienza e le dimensioni del nuovo acquirente ci inducono a pensare che sia veramente una fase di svolta positiva per la nostra acciaieria”.

 

 

Il sindaco auspica che si cominci intanto dallo sviluppare i progetti già avviati dalla proprietà uscente, a cominciare da quelli legati all’ambiente. “Va dato atto all’ad di Ast, Burelli, di aver fatto un gran lavoro, specie riguardo alle politiche ambientali – prosegue – e so che analoga sensibilità caratterizza il Gruppo Arvedi. Del resto il futuro dell’impresa, e di una realtà come l’Ast in particolare, non può prescindere dal rapporto con il territorio”.

Al riguardo, con la realizzazione della bretella di San Carlo, il Comune farà la sua parte anche per ciò che concerne le infrastrutture: “Certamente, anche se ho letto dichiarazioni di un dirigente di Arvedi che sottolineava come il gruppo punti molto sui trasporti su ferro, sempre riguardo agli aspetti ambientali. Il che fa ritenere che per la città possa anche diminuire il carico di traffico su gomma da e per l’acciaieria”.