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Salva mamma da suicidio. La carabiniera Martina Pigliapoco:  “Porto Gualdo Tadino nel cuore”

Eleonora Sarri
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Un abbraccio e un pianto liberatorio dopo quattro ore passate su un ponte tibetano. Oltre la protezione una mamma di tre figli che voleva farla finita. Dall’altra parte lei, Martina Pigliapoco, carabiniera originaria di Osimo (Ancona), che compirà 26 anni a dicembre, con un passato nella stazione di Gualdo Tadino e ora a San Vito di Cadore (Belluno). Il fatto, balzato agli onori della cronaca, è accaduto a Perarolo, nel Bellunese, lunedì 11 settembre. Un soccorso scattato alle 10 e conclusosi alle 14 ma che poteva ogni attimo trasformarsi in tragedia. “Come carabinieri siamo addestrati e ci viene detto che potremmo trovarci in situazioni del genere – spiega Pigliapoco – ma non pensi mai che possa accadere a te. Non sono cose alle quali ci si può preparare”.

 

 

La carabiniera come prima cosa ha cercato di parlare con la donna senza riuscire però a instaurare un dialogo per almeno tre ore. “All’inizio parlavo solo io, la signora non rispondeva alle mie domande. Era distante. Poi dopo tre ore siamo riuscite a instaurare un dialogo e alla fine sono riuscita a farla desistere”. Una volta al sicuro le due donne si sono abbracciate e sono scoppiate in un pianto liberatorio. “Abbiamo parlato, ci siamo conosciute e scoperte. Su quel ciglio ho visto per ore una donna che poteva essere mia mamma, perché l’età è quella, e mentre il tempo passava e lei non mi rispondeva mi sentivo persa”. La paura era che la signora decidesse di portare a compimento il suo gesto o che scivolasse vista la precarietà del suo appoggio. “Avevo dentro un grande senso di sconforto perché sapevo che la sua vita dipendeva da me. Avevo paura di dire la cosa sbagliata e di perderla”. Poi la svolta. “Quando finalmente è scesa e ci siamo abbracciate mi si è tolto un peso dal cuore perché sapevo di essere impotente. Tra me e lei c’era una rete e se avesse perso la presa non avrei potuto fare nulla”.

 

 

Martina Pigliapoco ha scelto di fare il carabiniere per mettersi a disposizione degli altri. “Esistono tanti modi per aiutare le persone e io ho scelto di farlo entrando nell’Arma”. E proprio durante la sua formazione ha fatto tappa a Gualdo Tadino per un tirocinio formativo di due mesi e mezzo nell’estate del 2018. “A Gualdo ho lasciato il cuore – racconta – perché è una cittadina calorosa e le persone ti sanno stare vicino. I colleghi della stazione poi sono fantastici, veramente di cuore. Quando torno a Osimo per una licenza un po’ più lunga faccio sempre un giro a Gualdo e ogni volta trovo un’accoglienza stupenda”. Andata via da Gualdo, Martina Pigliapoco ha affrontato altri due mesi di scuola prima di arrivare a San Vito di Cadore. Semplici i suoi sogni. “Vorrei avvicinarmi di più a Osimo dove vive mio marito per formare la nostra famiglia. E voglio continuare a servire nell’Arma. Amo la vita in stazione perché mi permette di stare a contatto con le persone e quando avrò alle spalle più anni di esperienza capirò in quale reparto proseguire la mia carriera”.