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Aumento dei prezzi dei carburanti e green pass obbligatorio, in Umbria 650 imprese dei trasporti in ginocchio

Alessandro Antonini
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L’aumento del prezzo dei carburanti, l’obbligo del green pass dal 15 ottobre e la cronica mancanza di autisti mette in ginocchio l’intero settore del trasporto merci umbro. Che conta 650 imprese e 4.500 lavoratori su base regionale. “Se non ci sarà un intervento delle istituzioni, temiamo la paralisi delle nostre aziende”: è il grido di allarme lanciato da Vittore Fulvi, presidente della Fai Umbria (sezione regionale Federazione autotrasportatori italiani). Senza autisti e con i prezzi dei carburanti tradizionali e alternativi a questi livelli, “molte aziende saranno costrette a fermare i propri mezzi nei piazzali anche per limitare le perdite”, insiste Fulvi.

Sono a rischio anche “i rifornimenti delle materie prime e le forniture ai supermercati”, sottolinea. Il primo fattore di criticità è “il costante aumento del prezzo del gasolio che nelle ultime settimane ha raggiunto picchi del 20/25% per non parlare del prezzo del metano che in alcuni casi è cresciuto del 100%”. “La crescente attenzione alle tematiche ambientali - continua il rappresentante dei trasportatori - unite ai fondi precedentemente stanziati dal Mit per la transizione ecologica, hanno spinto molte aziende ad operare una conversione delle loro flotte. Queste aziende versano oggi in difficoltà ancora maggiori: un paradosso se pensiamo al principio ispiratore di questi tempi ‘chi inquina paga’ nel nostro caso le aziende inquinano meno e stanno affrontando costi impensabili rispetto a qualche mese fa”.
Mancano gli autisti. Secondo le stime dell’osservatorio nazionale dell’autotrasporto, al comparto della logistica mancano oltre 17 mila autisti che, senza l’attivazione di strumenti “correttivi”, in breve tempo potrebbero arrivare ad oltre 40 mila. L’età media di quelli in servizio si avvicina ai 50 anni e non c’è ricambio. In Umbria al momento secondo le stime Fai regionale mancano 400 autisti. Il fabbisogno arriverà a 500 nei prossimi due anni tra abbandoni e pensionamenti. 


Non ultimo, c’è l’obbligo del green pass. Secondo Fulvi “avrà ripercussioni che si annunciano drammatiche per l'autotrasporto”. E mette in fila i problemi: la difficoltà di procedere al tampone “rispettando modalità e tempi lavorativi”; la necessità di riconoscere il greenpass agli autisti stranieri “che lavorano per le imprese italiane e si sono vaccinati a casa loro anche con vaccini ad oggi non riconosciuti in Italia”. E ancora: l’urgenza di garantire che il greenpass venga effettivamente esteso agli autisti stranieri che operano in Italia. Senza un intervento diretto del governo, esiste il rischio concreto che le industrie restino sprovviste di materie prime provenienti dall’estero. “Dal prossimo 15 ottobre dovremo necessariamente sospendere tutti gli autisti sprovvisti di green pass: tra questi alcuni cambieranno mestiere, molti (soprattutto gli stranieri), si recheranno all’estero, dove il green pass non è obbligatorio”, conclude il presidente della Fai. Intanto per lunedì 11 ottobre il blocco potrebbe esserci davvero ma sul tpl. Sono stati indetti due scioperi: uno nazionale di 24 ore proclamato da 11 sigle autonome ed uno regionale di 4 ore annunciato da Orsa.