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Le periferie di Perugia cadono a pezzi. Scatta anche l'allarme cavalcavia

 Sabrina Busiri Vici
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Le periferie di Perugia cadono a pezzi. La denuncia arriva da Assoutenti. “Con la presente desidero sottoporre alla vostra attenzione la situazione in cui versano gli abitanti e gli animali domestici nella mia zona, San Sisto, in particolare mi riferisco a via Andreani, via Corelli proseguendo in direzione Lacugnano. Qui è diventato pericoloso attraversare la strada per l’alta velocità dei veicoli in transito, chiediamo maggiore sicurezza con la creazione di dossi rallentatraffico. Il Comune non risponde neanche alla pec”. E ancora. “Sono un cittadino che abita nel quartiere di Madonna Alta vecchia (via Adelaide) a causa del nubifragio di venerdì (si riferisce allo scorso 17 settembre) i nostri garage e il piano terra degli stabili sono allagati, perché i tombini e le fogne non vengono più pulite da anni”.

 

 

Andiamo avanti: “Il ponte sopra la ferrovia nei pressi dell’ospedale versa in gravi condizioni, è un pericolo per chi ci transita”. E poi ancora un’altra segnalazione: “Il teatro Foresi di San Sisto ha una situazione di degrado sia all’esterno che all’interno dove si è allagata la platea. Questo perché era necessario da tempo un intervento sul pozzetto fuori dal teatro applicando una paratia per evitare l’entrata dell’acqua. Ma nulla”. Rifiuti abbandonati, allagamenti, incuria del verde, degrado delle infrastrutture e il pronto intervento comunale che non risponde sono i principali argomenti contenuti nelle 368 segnalazioni pervenute dagli sportelli di Assoutenti dall’inizio dell’anno, ovvero da quando l’associazione per la tutela dei consumatori ha iniziato a operare attivamente sul territorio creando dei punti di riferimento diretti per il cittadino a San Sisto, Ponte San Giovanni e a Madonna Alta. “Il nostro sistema Comune non si sta occupando delle periferie - denuncia Enzo Gaudiosi, presidente di Assoutenti -; oggi sono luoghi abbandonati a se stessi. E parlo di sistema perché includo, oltre ai politici, anche i dirigenti e gli impiegati. I cittadini che si rivolgono a noi lo fanno perché non hanno avuto risposte contattando l’amministrazione. Ogni giorno raccogliamo decine di sfoghi da chi si sente inascoltato. Il sistema governativo in atto punta al nuovo senza conservare il patrimonio esistente. Interi quartieri hanno come unico punto di riferimento le associazioni della zona oppure i cittadini si organizzano autonomamente tirando fuori soldi di tasca propria come se già non pagassero le tasse”.

 

 

Gaudiosi puntualizza, inoltre che delle 368 segnalazioni pervenute: 202 sono relative a situazioni di competenza del Comune: 131 sono dirette ad attività commerciali o gestori telefonici e 35 verso enti come Ater, Gesenu e altri ancora. “A volte - aggiunge il presidente di Assoutenti - non c’è chiarezza nella comunicazione. Per esempio il bando per ottenere il rimborso danni causati dall’allagamento nelle zone di Villa Pitignano, Pretola e Ponte Pattoli in molti non riescono a trovarlo: c’è chi si rivolge a noi per avere spiegazioni non trovando altro interlocutore”. Da Gaudiosi anche un suggerimento diretto alla manutenzione delle rotatorie della città: “Chi entra a Perugia da Madonna Alta, San Faustino si trova davanti spazi mal ridotti e sporchi con il verde inaridito in estate. Mi chiedo perché non si segue l’esempio di realtà vicine alle nostre dove le rotatorie sono date in gestione a enti, associazioni, o a privati che le curano e le mantengono in cambio di un’etichetta pubblicitaria. Questo è stato fatto a Perugia per le aree verdi, stessa cosa potrebbe avvenire per le rotatorie. Basta poco”.