Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Ex Merloni, stop ufficiale ai licenziamenti: in 513 sarebbero rimasti senza lavoro

  • a
  • a
  • a

Revocata ufficialmente la procedura di mobilità alla ex Indelfab. Dopo l’annuncio dell’accordo trovato al tavolo ministeriale nel mese di agosto alla presenza dei commissari liquidatori, dei rappresentanti del Mise, delle Regioni Umbria e Marche, di Fim, Fiom e Uil di entrambe le regioni e delle Rsu, mercoledì 6 ottobre è arrivato lo stop nero su bianco alla pratica che avrebbe lasciato senza lavoro 513 lavoratori - 258 a Santa Maria: 234 operai e 24 impiegati, e 255 a Colle di Nocera Umbra: 246 operai e 9 impiegati - di quella che un tempo era la Antonio Merloni. E i sindacati pongono subito la questione degli ammortizzatori sociali, tema sul quale all’incontro convocato in via telematica dal ministero del Lavoro in piena estate, si era trovato l’accordo per un prolungamento fino a maggio del prossimo anno.

 

 

“Adesso, a un mese dalla scadenza della Cigs per cessazione di attività - spiegano in un documento Pierpaolo Pullini della segreteria Fiom di Ancona, responsabile per il distretto economico di Fabriano, e Tiziano Beldomenico, segretario regionale della Fiom Marche - è necessario convocare al più presto l’esame congiunto per gli ulteriori sei mesi di ammortizzatore sociale e, al contempo, aggiornare urgentemente il tavolo di crisi per la verifica degli impegni presi”. Quello che vogliono le organizzazioni sindacali, infatti, è un piano di reindustrializzazione che partendo dalla ex Merloni coinvolga l’intera fascia appenninica alle prese con una lunghissima e pesante crisi economica.

 

 

“Si ricorda che il Mise, nel sottolineare la complessità e la strategicità della vertenza - continuano i due esponenti marchigiani del sindacato - si era dato disponibile a proseguire l’attività di scouting per individuare possibili investitori italiani o esteri per un progetto di reindustrializzazione”. Le Regioni Umbria e Marche nel corso del tempo hanno ribadito la loro disponibilità ad affiancare il Mise nella definizione di un piano di reindustrializzazione per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Nello specifico l’Umbria ha inserito l’area industriale di Colle nel Pnrr con l’obiettivo di farne un parco tecnologico dei nanomateriali. “Adesso - concludono Pullini e Beldomenico - è giunto il momento di creare i presupposti per un progetto di tutela del patrimonio industriale e di rilancio di tutto il territorio”.