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Covid, 3.235 nuovi casi e 39 morti: tasso di positività 1,1%: i dati del bollettino di oggi

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Sembra frenare la discesa della curva epidemica in Italia. I nuovi casi sono 3.235, in crescita rispetto ai 2.466 di ieri ma anche, ed è la prima volta da oltre 40 giorni, rispetto ai 3.212 di mercoledì scorso. Con 301.773 tamponi, 21 mila in meno, tanto che il tasso di positività scende da 0,8% a 1,1%. In calo invece i decessi, 39 (ieri 50), per un totale di 131.157 vittime dall’inizio dell’epidemia. Prosegue costante la discesa dei ricoveri: le terapie intensive sono 18 in meno (ieri -4) con 24 ingressi del giorno, e scendono a 415, mentre i ricoveri ordinari calano di 96 unità (ieri -66), 2.872 in totale. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

 

 

E intanto arrivano nuovi studi sull'efficacia vaccinale anche alla luce della ormai predominante variante Delta: "Confrontando i dati tra gennaio e giugno 2021, periodo in cui predominava la variante Alfa" del Coronavirus "con quelli tra luglio e agosto" a prevalenza variante Delta, "emerge una riduzione dell’efficacia" dei vaccini anti-Covid a mRna "contro l’infezione dall’84,8% al 67,1%. Resta invece alta l’efficacia contro i ricoveri (91,7% contro 88,7%)". Lo riferisce l’Istituto superiore di sanità (Iss), sulla base del quarto report - a cura del Gruppo di lavoro Iss-ministero della Salute ’Sorveglianza vaccini Covid-19’ - sull’analisi congiunta dei dati della sorveglianza integrata Covid-19 e dell’Anagrafe nazionale vaccini. "L’apparente riduzione di efficacia dei vaccini nel prevenire l’infezione - precisano gli esperti - potrebbe essere dovuta al tempo intercorso dalla vaccinazione e/o ad una diminuita efficacia contro la variante Delta. Potrebbero inoltre avere contribuito eventuali modifiche comportamentali, a seguito del rilassamento delle altre misure preventive (uso di mascherine, distanziamento fisico)".

 

 

Sempre nello stesso studio si evidenzia come "nelle persone immunocompromesse si osserva una riduzione dell’effetto protettivo verso l’infezione a partire da 28 giorni dopo la seconda dose. La stima, in questo caso, presenta una variabilità elevata dovuta in parte al ridotto numero di soggetti inclusi in questo gruppo ma anche connessa alla diversità delle patologie presenti in questa categoria".