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Terni, area ex Camuzzi: ordinanza del sindaco che intima alla proprietà di ripulire

Maria Luce Schillaci
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Il prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, sollecita l’amministrazione comunale ternana e il sindaco, Leonardo Latini, interviene. Ecco dunque che per l’area ex Camuzzi, vicino alla stazione ferroviaria di piazza Dante e al Centro multimediale, a Terni, arriva l’ordinanza di Latini con l’obbligo di sistemare e ripulire.

 

Tutto ciò dopo l’esposto inviato allo stesso prefetto dal comitato di via Lombardia, con i cittadini esasperati per il degrado e la scarsa sicurezza della zona. Il provvedimento firmato dal sindaco parla di “sistemazione urgente dell’area ex Camuzzi”. Adesso ci sono venti giorni di tempo per la società abruzzese proprietaria dell’area per restituire un’immagine quanto meno dignitosa all’area in questione.

Palazzo Spada ha scritto alla Camuzzi Costruzioni srl di Città Sant’Angelo: “Sussiste – si legge nel provvedimento comunale – un rischio concreto e attuale per la pubblica e privata incolumità, nel caso in cui non venga eseguita urgentemente una pulizia dell’area, la potatura degli alberi e il taglio della vegetazione infestante, per cui occorre disporre in via precauzionale le misure urgenti, indifferibili e straordinarie del caso, onde rimuovere definitivamente lo stato di pregiudizio e le potenziali ipotesi di innesco di situazioni igieniche pericolose”.

 

 

Tutto ciò è da fare entro tre settimane, pena l’applicazione dell’articolo 650 del codice penale: arresto fino a tre mesi o sanzione massima da 206 euro. A controllare che l’ordinanza sia effettivamente eseguita sarà la polizia locale.

Una zona, quella dell’ex Camuzzi, mai decollata nonostante progetti e propositi vari. Fatto sta che i residenti di via Lombardia, comprese le attività commerciali che insistono nella zona, sono a dir poco esasperati. Rifiuti e bivacchi sono all’ordine del giorno, la sera c’è paura a uscire di casa. polizia di Stato e carabinieri sono sempre in zona, ma non basta: quell’area va subito riqualificata, tuonano i residenti. Ora il pugno duro del prefetto e l’intervento del sindaco.