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Terni, ventenne stuprata fuori dalla discoteca: espulso dall'Italia l'egiziano condannato

Maria Luce Schillaci
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E’ stato espulso dall’Italia l’egiziano condannato per la violenza sessuale nei confronti di una ragazza durante una serata in discoteca al parco Chico Mendes, nella zona di Maratta, a Terni. Era la fine di giugno del 2019 fa quando una 20enne venne trovata in stato confusionale e in preda al pianto. Soccorsa nel locale da altri giovani, la ragazza aveva poi raccontato ai carabinieri di essere stata violentata da un giovane straniero che aveva conosciuto in pista da ballo e che poi l’aveva accompagnata nel parcheggio con una scusa.

 

Lì la giovane, distesa con forza sul cofano di un’auto, aveva subìto gli abusi dal giovane egiziano, poi dileguatosi nel buio. Accompagnata all’ospedale Santa Maria, i medici avevano riscontrato i segni della violenza sulla ragazza. Secondo il racconto, le testimonianze e la successiva ricostruzione dei fatti a seguito delle indagini, le manette erano poi scattate nei confronti dell’egiziano residente a Terni, all’epoca dei fatti 18enne.

Processato, il ragazzo era stato condannato a due anni a quattro mesi, pena sospesa. Una vicenda che scosse molto l’intera città. L’egiziano venne arrestato circa due settimane dopo i fatti. I carabinieri però lo avevano già identificato e gli stavano alle calcagna. Pedinamenti dietro pedinamenti, notte e giorno, per capire chi frequentasse e scoprire tutto di lui: analisi delle foto scattate durante la festa in discoteca, ricerche nelle zone frequentate da connazionali del giovane, un’indagine insomma molto articolata.

Quando erano andati a prenderlo a casa, i militari avevano trovato nell’abitazione la stessa maglietta che il giovane indossava la sera dello stupro. L’egiziano viveva in città, lavorava in un bar nei pressi della stazione ed era in possesso di regolare permesso di soggiorno.

 

In Italia era arrivato come ‘Sprar’, nel programma per i minorenni non accompagnati. Per gli inquirenti il giovane non pensava di essere finito sotto la lente, tanto che dopo quella notte aveva continuato a fare le cose di sempre, a lavorare e uscire con gli amici. Come se nulla fosse.

Dopo la condanna per violenza sessuale del tribunale di Terni, c’è anche stata la conferma da parte dalla Corte di appello di Perugia. Ora il questore, Bruno Failla, ha emesso il rifiuto del permesso di soggiorno nei suoi confronti, cui ha fatto seguito il decreto espulsivo del prefetto, Emilio Dario Sensi:

“Uno step – precisa la questura - che ha consentito agli agenti dell’ufficio Immigrazione di accompagnarlo direttamente al centro di permanenza e rimpatrio di Bari per l’esecuzione del provvedimento”.