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Orvieto, Cristo Portacroce restaurato e ricollocato sulla facciata della torre di Maurizio

Davide Pompei
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Il Cristo Portacroce è tornato al suo posto in via del Duomo, ad Orvieto, in provincia di Terni. Dopo due mesi di lavori, il dipinto murale è stato, infatti, ricollocato sulla facciata della torre di Maurizio. Sapientemente restaurata da Giuseppe Ammendola e Chiara Munzi della Keorestauro, l'opera d’arte, grazie al supporto degli operai dell'Opera del Duomo, è stata ricollocata nell’antica cornice di stucco, anch’essa restaurata e recuperata.

 

 

Un intervento iniziato ad agosto 2021 con lo smontaggio del dipinto murale e il restauro della cornice in stucco. Prima di tornare nella sua storica collocazione, il Cristo Portacroce è stato trasferito nei sotterranei del Duomo dove è stato allestito il laboratorio di restauro.

“Tutta la superficie – spiegano i restauratori – era ricoperta da spessi strati di polvere e da una ridipintura alterata. A seguito di pulitura a solvente con tampone per rimuovere le resine acriliche superficiali e impacchi a base di sali di ammonio, è risultato evidente che gran parte dello strato pittorico originario della cornice in stucco presentava strati di scialbi e protettivi alterati in maniera ormai irreversibile. Sulla base della pulitura e dei tasselli fatti, considerando le alterazioni degli strati superficiali della cornice, laddove ancora presenti ed individuate le tonalità degli stucchi, si è proceduto quindi alla reintegrazione pittorica e presentazione estetica con tinte a base calce per velature e patinature con la finalità di equilibrare la superficie”.

 

 

Dall’analisi delle superfici è emerso, inoltre, che lo stemma apicale in pietra con la scritta “OPSM” doveva in origine essere dipinto a fondo blu con lettere in oro. “Il dipinto, strappato dal muro e messo su pannello probabilmente negli anni ’70 del ‘900, - aggiungono i professionisti di Keorestauro – è stato oggetto di un successivo intervento negli anni ’90. Sulla superficie era stato steso uno spesso strato di protettivo lucido che ne alterava la leggibilità. Il restauro ha avuto come obiettivo quello di ridurre quanto più possibile l’interferenza visiva data dal protettivo, alterato e ricoperto da depositi di varia natura, rimuovendolo con appositi gel”.

Per proteggere l'opera è stata anche ricollocata di fronte al dipinto murale una lastra di vetro sostenuta dai tasselli che presentano delle antiche decorazioni. “Questo intervento – spiega Andrea Taddei, presidente dell’Opera del Duomo di Orvieto – è stato fortemente voluto dal Consiglio dell’Opsm, o non solo nell’intenzione di ridare al dipinto un aspetto migliore, ma anche per recuperare un'importante opera d’arte religiosa che storicamente accoglie i visitatori che giungono al cospetto della cattedrale”.

Per i prossimi mesi la Fabbriceria sta già programmando altri importanti interventi di restauro e manutenzione che riguarderanno proprio la torre di Maurizio e il suo automa.