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Bambino ucciso a Città della Pieve, la testimone: "Al supemercato era già morto. La mamma sporca di sangue secco"

I carabinieri subito dopo l'intervento al Lidl di Po' Bandino Foto: Belfiore

Francesca Marruco
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"Io mi sono avvicinata e d’istinto gli ho preso i piedini per alzargli le gambine, ho detto facciamogli un massaggio cardiaco intanto prima che arrivi l’ambulanza”. Marcella, una vita in corsia come infermiera non si dà pace, “l’ho sognato stanotte, quel piccolino, un angelo. La scena che ho visto è stata agghiacciante” aggiunge. “Io ero entrata per fare la spesa e ho visto che c’era questa donna con le mani sporche di sangue, ma non sangue fresco, che chiedeva aiuto, chiamate un medico diceva, c’è un dottore, aiutatemi. Lei era da un lato del nastro trasportatore e di fronte a lei c’era un uomo, che mi ha detto di non toccare il bambino. Non si permetta di toccarlo mi ha detto, ma io volevo solo aiutare, ho fatto l’infermiera per una vita e mi è venuto d’istinto provare a fare qualcosa, anche se, purtroppo, quando mi sono avvicinata al piccolo mi sono accorta che era già morto. La pelle era quella di qualcuno che già non c’è più”.

 

 

Marcella racconta di non essersi accorta subito del sangue: “Quando mi sono avvicinata all’inizio non ho visto che era ferito, poi una donna ha detto che aveva del sangue e mi sono resa conto che ne aveva sul collo, ma era sangue secco, come quello della mamma sulle mani. Non mi sono resa conto subito perché i vestitini che aveva addosso erano puliti. Una magliettina a maniche lunghe grigia e un paio di pantaloni che gli coprivano del tutto le gambine. Dei tagli e delle coltellate poi l’ho saputo dopo. Anche perché quando quell’uomo, che non so chi fosse ma sembrava che lo conoscesse, mi ha detto di non toccarlo, mi sono allontanata, nonostante la mamma diceva di alzargli le gambe. E poi c’erano altre persone, eravamo tanti, che dicevano lasci perdere tanto il bimbo è già morto”.

 

 

“Nel giro di pochi minuti poi – aggiunge - un altro uomo che era al telefono con il 118 stava prendendo istruzioni per fargli il massaggio cardiaco, ripeteva a voce alta di premere sullo stomaco, contare fino a cinque e poi fargli la respirazione bocca a bocca. Mi piange il cuore a non aver potuto fare nulla”. Una scena straziante quella che Marcella e come lei tanti altri si sono trovati davanti: “Mi sono sentita male guardi - racconta - mi sono dovuta appoggiare a uno scaffale perché stavo quasi per svenire. E poi prima di ripartire in macchina mi sono fermata un po’, è stato terribile”. E aggiunge: “Stamattina (ieri, ndr) ero in giro e ho sentito da altre donne del paese che giovedì questa mamma era stata vista urlare contro il bambino. Mi hanno detto che il bimbo piangeva e lei gli urlava non ti sopporto più. Ecco io non c’ero, ma me l’hanno detto in diverse persone perché è successo per strada e l’hanno vista. Ma se è davvero così perché non l’hanno fermata e le hanno lasciato il bambino? Forse si sarebbe potuto salvare”.