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Orvieto, via Malabranca: rischio crolli per le infiltrazioni d'acqua, allarme dei residenti

Davide Pompei
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Via Malabranca, ad Orvieto, in provincia di Terni, non può più attendere, le infiltrazioni dalla rete idrica stanno creando non pochi problemi. Era il 2010 quando alcuni residenti della zona iniziarono a chiedere agli enti competenti interventi risolutivi.

Oggi, esasperata dall’aggravarsi della situazione, la famiglia Sciarra chiede che il “caso” venga inserito nel Piano triennale di interventi sulle strade comunali. Ma anche una “rapida indagine di ricerca di tutte le possibili cause di infiltrazione, al momento individuabili nella mancata impermeabilizzazione del manto stradale o in eventuali altre perdite private, la cui sorgente va individuata quanto prima mediante opportune verifiche al di sotto del selciato”.

 

 

Viene, inoltre, sollecitata la bonifica delle aree interessate per scongiurare nuovi pesanti crolli nei monumenti della zona, dal Pozzo della Cava a Palazzo Filippeschi-Simoncelli-Petrangeli, sottoposto a vincolo ministeriale come monumento, dovuti alle infiltrazioni d’acqua che perdurano nell’intero arco dell’anno e si estendono in modo vistoso.

Le infiltrazioni compromettono la tenuta del muro di sostegno di proprietà comunale su quella via. I danni provocati sulle proprietà private per la caduta di parti di cornicione e di stuccature non hanno risparmiato l’interno del cortile di uscita del percorso archeologico del Pozzo della Cava, monumento nazionale dal 1999 e dal 2005 inserito nel Sistema museale regionale.

Complesso archeologico che accusa anche una grave compromissione della parete sud delle ultime due grotte fino all’estendersi delle perdite sul muraglione con la comparsa di una grande infiltrazione anche su ben quattro proprietà private.

 

Prima che la situazione si aggravi irrimediabilmente, proprietari degli immobili turistico-ricettivi e privati interessati chiedono che si intervenga subito, mettendo in sicurezza il muraglione che si affaccia sulle loro proprietà. Tutto questo lo hanno messo nero su bianco nell’ennesima sollecitazione fatta al sindaco e all’ufficio tecnico del Comune a cui chiedono un riscontro rapido e risolutivo, visto che le prime segnalazioni inoltrate a Comune e Sii risalgono addirittura ad undici anni fa, interessando tre anni dopo anche la Procura della Repubblica.

Le sollecitazioni hanno mosso sopralluoghi, video-ispezioni, prove di tenuta del sistema di caditoie, indagini pressorie sulle eventuali perdite dell’acquedotto della zona, da parte dei tecnici di vari enti tra cui Sii, servizio fognature Asm, UmbriaDue, Osservatorio Rupe e perfino Usl, ma ad oggi non hanno ancora sortito alcun esito.

Ad allarmare ancora di più è il risultato dell’ispezione effettuata proprio nei giorni scorsi dal personale incaricato della rimozione delle piante infestanti lungo il muraglione della via, da cui è emerso il distacco di un grande masso di tufo proprio al di sopra dell’uscita dell’itinerario di visita del Pozzo della Cava.