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Nasce a Perugia la rivista letteraria che sfida il declino della carta. L'autore: "La qualità resta"

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Si chiama "Vitamine" ed è nata a Perugia, ideata e curata dal giovane scrittore Francesco Merlino. Una rivista letteraria aperta, che mescola i contributi di narratori e saggisti di caratura nazionale ma dà spazio anche ad autori locali. Il progetto vuole sfidare il tabù del declino della carta e sta già avendo un ottimo riscontro in tutta Italia, con la presentazione in diverse fiere di settore fra cui l'edizione 2021 di Firenze RiVista

 

La rivista, realizzata a Perugia, sta già avendo visibilità nazionale. Come è nata l'idea? 

L’idea nasce diversi anni fa. Ricordo bene il momento. Leggevo Cattedrale di Raymond Carver sul divano blu della mia casa da studente, a Torino. Uno dei racconti della raccolta si chiama, appunto, Vitamine e parla di questa donna, Patti - insoddisfatta, depressa, con un marito ubriacone e fedifrago - che per ridare senso alla sua vita si mette a vendere vitamine porta a porta. Presto, però, le vitamine diventano per lei una vera e propria ossessione. Non riesce a pensare ad altro, le sogna anche di notte. Quella parola, Vitamine, mi è rimasta in testa, fino a prendere la forma del progetto: una rivista di racconti, saggistica e poesie, che attraverso la letteratura disegnasse una sorta di biologia dell’anima. Che intendesse i testi come nutrimento immateriale, proprio come le vitamine sono nutrimento materiale. Per realizzarla ci sono voluti un paio d’anni.

 

Questo genere editoriale è in crisi da tempo, una sfida doppiamente difficile?

E' una bella sfida, difficile, ma anche stimolante. La rivista è un oggetto complesso, ma è anche aperta alla contaminazione e all’unione di forze e competenze. L’editoria è uno sport di squadra: se capisci questo, tutto si semplifica. A tal proposito, voglio assolutamente citare Carlo Maria Masselli e Giacomo Sidoni, editor e grafico del progetto, senza i quali oggi non staremmo parlando di un bel niente. La rivista in sé sta vivendo un buon momento a livello creativo: rimane un oggetto di nicchia, ma ci sono molte realtà fiorenti. L’esperienza di Edicola518, che cura la nostra distribuzione, insegna proprio questo. 

 

 

Di cosa tratta il primo numero e a quando il prossimo? 

Attualmente prevediamo sei uscite, ognuna idealmente dedicata a una vitamina e, di rimando, a una parte del corpo. Il legame con la corporeità è il fulcro del progetto; ci sembra un pretesto narrativo che apre innumerevoli possibilità di raccontare il contemporaneo. Il volume A (presentato il 10 settembre, ndr) ha come tema gli occhi. Gli autori hanno declinato il tema attraverso la loro sensibilità, ciascuno con l’unicità della sua voce. I numeri successivi saranno dedicati, nell’ordine, a: pelle, muscoli, ossa, fegato e sangue. E dopo, si vedrà. Ogni numero sarà affidato a un diverso illustratore, chiamato a comporre una narrazione per immagini, parallela e non sussidiaria al testo (il primo è stato affidato al bravissimo Andrea Lensi). In più, recluteremo sempre nuovi autori; non per ingratitudine verso chi ha già contribuito, ma perché ci sono tante voci che meritano di essere ascoltate.

 

 

Vitamine sembra essere un mix fra autori di rilievo nazionale e narratori esordienti. 

Il nostro intento è quello di promuovere voci giovani, che meritano di emergere, e di farle dialogare con penne già autorevoli. Nel volume A troviamo Laura Fusconi, scrittrice pubblicata da Fazi, Stefano Dal Bianco, poeta che ha curato il Meridiano di Andrea Zanzotto e che vanta libri per Mondadori e Quodlibet, Giovanna Stanzione, che l’anno scorso ha pubblicato per Mondadori una bellissima libro-intervista con Raffaele La Capria. Al loro fianco, abbiamo autrici non ancora affermate, eppure ricche di talento, come Maria Palma Cesarini e Idina Cortesi. Luigi De Medici e Francesco Marsili, che hanno realizzato una storia a quattro mani, sono al loro esordio assoluto nella narrativa. Per i saggi ci siamo affidati a un professionista come Paolo Nardon (critico d’arte pubblicato da Mimesis), a Federica Castellani per la filosofia e a Gregorio Mandarini per il cinema. A chiudere il volume troviamo la bella poesia della giovanissima Martina Salvucci, anche per lei un esordio assoluto. 

 

Quanto c'è di Perugia fra le righe?

In me, di Perugia c’è molto. E di questo molto, una gran parte è materia ardente. Perugia è un posto con cui non si fa mai pace, per quanto mi riguarda. Vai via e ti manca, stai qui e te ne vuoi andare. Molta della mia personale struttura sentimentale è stata costruita qui. È la parte della struttura più in bilico, forse. Nel progetto, non so dire quanta Perugia ci sia, perché il progetto è composto da voci molto diverse tra loro. La mia idea di voler vivere scrivendo, invece, credo abbia attinto a piene mani nelle contraddizioni di questa città. C’è sempre una volontà sottesa di voler mostrarle quanto siamo diversi, ma anche un attaccamento viscerale, di cui è difficile disfarsi (e forse non voglio nemmeno farlo). 

 

 

In un mondo sempre più digitalizzato c'è ancora spazio per la "carta di qualità"?

Sì. C’è sempre spazio per la qualità, perché la qualità è il frutto del sentimento e il sentimento non scompare. I feedback che ci stanno arrivando sono molto buoni, sia da parte dei lettori che da parte degli esperti del settore. La cosa ci rende orgogliosi e ci spinge a fare sempre meglio. 

Dove è possibile trovare Vitamine?

Attualmente Vitamine è distribuita in diverse librerie indipendenti italiane. Oltre a Edicola518, cito: Verso a Milano, Todo Modo e Gucci Garden a Firenze, Tamu a Napoli, Fahrenheit 451 a Piacenza, Vald’O a San Quirico d’Orcia, Cola Pesce a Messina. Ma stiamo lavorando per ampliare la rete distributiva. Il progetto piace, quindi siamo fiduciosi. Ci piacerebbe anche girare il più possibile, presentare Vitamine al pubblico, quindi presto proveremo ad attivarci. Intanto, abbiamo in calendario una presentazione a Umbria Libri, venerdì 8 ottobre alle 15:30.