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Orvieto, sospeso l'insegnante No Green pass: "Decisione sofferta, ma bisogna seguire la normativa"

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Sospeso dall’insegnamento fino a quando non deciderà di presentarsi a scuola munito di green pass. Questo l’esito della protesta di Gianfranco Pigozzi, professore di arte della scuola secondaria di primo grado “Luca Signorelli” di Orvieto che, venerdì scorso, aveva deciso di rendere pubblica la sua contrarietà alla certificazione verde affiggendo un cartello fuori dall'ingresso della scuola di piazza Marconi. Il decreto di sospensione dal lavoro, ovviamente, comporta anche l’interruzione dell’erogazione dello stipendio fino al rientro sul posto di lavoro.

 

 

Il provvedimento nei confronti del docente è stato preso ieri mattina dalla dirigente dell'istituto comprensivo Orvieto-Baschi, Antonella Meatta, allo scadere del quinto giorno di tempo previsto dalla normativa. “Conosco il professor Pigozzi da anni – ha detto – e so quanto sia attaccato all'istituzione scolastica, ho tentato di convincerlo in tutti i modi a vaccinarsi. Non farlo da parte sua è, al momento, una scelta, ma io ho dovuto muovermi secondo quanto prevede la normativa in questi casi”. La fase successiva sarà la ricerca di un docente che possa effettuare la supplenza. Operazione, quest’ultima, che si annuncia tutt'altro che rapida dal momento che non è facile determinare e circoscrivere il periodo di assunzione. All’interno della scuola, in ogni caso, ci sono anche altri professori non vaccinati che, tuttavia, procedono regolarmente a sottoporsi al tampone. Nel loro caso il green pass risulta comunque valido.

 

 

Dal canto suo, il professor Pigozzi si dice tranquillo e consapevole, fin dalla prima ora, delle conseguenze della sua decisione di interrompere anche i tamponi ai quali si era sottoposto dal 1° settembre scorso per entrare a scuola, spendendo circa 180 euro. Parla di discriminazione, di libere scelte e di “brutale atto di ricatto e sottomissione politica”, ma mette anche in chiaro di non essere un no vax al punto che le figlie hanno effettuato regolarmente tutti i vaccini obbligatori. “Con profondo dispiacere – ribadisce – non insegnerò più arte ai miei alunni, ma così facendo spero almeno di insegnare loro a non piegare la testa di fronte alle ingiustizie”. La sua storia, intanto, continua a destare interesse anche fuori dalla Rupe. Lunedì scorso se ne è parlato anche nel programma radiofonico di Radio24, “La Zanzara”, accostando l’episodio a quello del vicequestore della polizia Nunzia Schilirò contraria al vaccino.