Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

No al fascio al mercato coperto, in centinaia in piazza a Perugia

Sabrina Busiri Vici
  • a
  • a
  • a

La Perugia che si definisce antifascista è scesa in piazza per dire No al fascio. Alla manifestazione, indetta da La Rete 10 Dicembre e oltre, hanno aderito 21 associazioni, in prima fila l’Anpi. Oltre trecento persone martedì 28 settembre hanno voluto essere presenti fisicamente per ribadire il proprio dissenso alla riproposizione pittorica del fascio littorio. Il simbolo del regime fascista è stato riportato alla luce dopo il restauro, disposto dalla Soprintendenza, negli spazi del mercato coperto. “Vogliamo che venga rispettata la storia per questo ribadiamo il nostro no”. Si ripete davanti a palazzo dei Priori.

 

 

La piazza gremita ha ascoltato la testimonianza della partigiana Mirella Alloisio: “Io che ho combattuto per la Liberazione come posso tollerare di vedere esibito un simbolo fascista nella mia città: via i fasci. Non possono stare accanto alla piazza dedicata a Giacomo Matteotti”. E tra i tanti saliti sul palco anche Mari Franceschini di Anpi, i consiglieri comunali Giubilei e Croce. Mischiati tra la folla tanti volti della sinistra perugina, l’ex sindaco Renato Locchi, il sindacalista Ulderico Sbarra, il professor Mauro Volpi, l’ex assessore regionale Stefano Vinti. Dopo la manifestazione la discussione sui fasci littori del mercato coperto tornerà mercoledì 29 settembre nel question time alla Camera, sul caso prenderà la parola il ministro Franceschini. Se ne parlerà nello stesso giorno anche palazzo dei Priori, in consiglio comunale. “Fin da subito siamo stati in prima linea su questa battaglia - ha ribadito il consigliere comunale (Pd) Zuccherini - , facendo emergere questo drammatico, inutile e inopportuno restauro e resteremo vigili e battaglieri su questo tema, finché il fascio non verrà tolto dal mercato coperto". 

 

 

L’amministrazione comunale intanto ha già dichiarato in una nota di voler trovare una soluzione condivisa. “L’intento, nella piena e convinta disponibilità al dialogo, è quello di addivenire, nel rispetto delle norme esistenti, ad una risoluzione che coinvolga la Città anche attraverso il consiglio comunale, esperti di vari ambiti e la Soprintendenza - si legge nella nota - . Nelle forme e nei modi che saranno valutati in maniera corale, si cercherà da un lato di tener conto della presenza dei segni della storia, anche se dolorosa, dall'altro lato si opererà in modo tale da evitare che il mercato coperto possa, anche se solo in via ipotetica, diventare luogo di anacronistiche suggestioni, ma che anzi rappresenti il simbolo di una città saldamente ancorata ai principi della democrazia e della Costituzione. E su questa profonda essenza democratica della nostra città nessuno deve nutrire dubbi”.