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Teatro in Umbria, stagione in ripresa: già mille abbonamenti

Sabrina Busiri Vici
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In Umbria se il cinema stenta a ripartire a teatro invece ci sono i primi segni di ripresa. Il Covid ha comunque colpito duramente il settore. Secondo Siae il mondo dello spettacolo in Umbria ha perso in percentuale il 78,8% di incassi e il 77,9 in presenza. Perciò le attese sulla ripresa sono tante.

 

 


Bene accolti, quindi, i primi mille abbonamenti sottoscritti ai botteghini del Teatro Stabile dell’Umbria. “Per la stagione del Morlacchi di Perugia le riconferme stanno andando molto bene - comunicano dagli uffici del Tsu -: sono 620 su 660 sottoscritti nel 2019/220. Terni su 240 disponibili (distribuiti in due serate 130 + 130) siamo già oltre i 170. Sono rimasti, dunque, pochi posti disponibili. A Todi abbiamo già venduto 100 abbonamenti (dal 20 settembre ndr) che, con le restrizioni in corso, completano la platea. Con questi dati siamo più che fiduciosi nella ripresa della stagione”.

 


Riscontri diversi arrivano dalle sale cinematografiche. “La gente ancora non ne vuole sapere di tornare al cinema come in passato - riporta Riccardo Bizzarri, presidente di Anec Umbria, l’associazione che riunisce gli esercenti cinematografici -. Siamo ripartiti il 26 aprile ma ancora si può dire che il ritorno non c’è stato, anche le arene estive, soprattutto dopo l’introduzione del green pass, hanno avuto difficoltà a riempirsi. Questa estate sono andati beni sono gli spazi storici come il Frontone a Perugia e Rocca Cinema a Castiglione del lago”. 
E ora cosa ci si aspetta dalla nuova stagione? “Che i produttori inizino a rischiare di più con nuove uscite. E gli spettatori riacquistino fiducia, ritornando a una fruizione più continuativa sia nelle sale indipendenti che nelle multisale - prosegue Bizzarri -. Insomma, in questi messi abbiamo avuto numeri buoni solo con titoli come Il gatto in tangenziale o con i Me contro te. Molto più deludenti sono stati i risultati di un gran film come Qui rido io di Martone. In passato avrebbe dato il doppio degli spettatori”. 
E, infine, Bizzarri aggiunge: “In Umbria è necessaria una maggiore collaborazione fra istituzioni ed esercenti cinematografici, deve aprirsi un dialogo. Sono usciti bandi per lo spettacolo dal vivo ma per il cinema no”.
I macrodati Dal rapporto 2021 di Io sono cultura, Fondazione Symbola, l’Umbria registra una variazione 2019-2020 nel sistema produttivo culturale e creativo del -9% in valore aggiunto che ora si attesta a 922 milioni e del -3,6% in occupazione raggiungendo i 20 mila addetti.