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La dirigente di un prestigioso istituto di ricerca francese è la perugina Alessandra Bura

Sabrina Busiri Vici
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Un’eccellenza nazionale in Francia, celebrata dalla stampa in prima pagina. Alessandra Bura, di Perugia, classe 1966, formatasi tra i banchi dell’Università degli studi, trasferitasi in Francia da giovanissima, oggi dirige da oltre dieci anni l’istituto di ricerca di Medicina vascolare all’ospedale di Tolosa risultato al top delle classifiche nazionali. La notizia è riportata dalla testata francese Le Point che ha voluto proprio in prima pagina la professoressa perugina.

 


Professoressa Bura, lei è la prima italiana a dirigere l’istituto? 
Si, sono la prima italiana e la prima donna. L’ambiente universitario e la direzione delle grandi strutture in Francia, come in Italia, è ancora purtroppo riservata prevalentemente agli uomini, di preferenza bianchi e di una certa età.
Che ricordo si porta dietro di Perugia?
Ottimo, in primis per gli affetti, che sono tantissimi, sia a livello familiare che per gli amici, quelli cari, che ho quasi tutti in Umbria. Poi sono anche fiera della mia formazione iniziale e dell’ambiente universitario e ospedaliero: in Umbria abbiamo un’ottima sanità e un ottimo ambiente di ricerca medica. Spesso non ce ne rendiamo conto.
Cosa l’ha spinta a uscire fuori dall’Italia? 
Principalmente sono stati gli studi. Prima l’Erasmus ad Amsterdam, poi durante la specializzazione ho trascorso un anno a Parigi, dove ho frequentato un istituto di ricerca. Consiglio a tutti i ragazzi che intraprendono una carriera nel campo della medicina o della ricerca di fare un’esperienza all’estero, arricchisce le conoscenze e soprattutto apre la mente. Tra l’altro a Parigi ho incontrato anche mio marito, ragione importante per venire a vivere in Francia.

 


L’estero offre di più ai giovani?
Devo riconoscere che in Francia ho avuto possibilità che, forse, in Italia non avrei avuto. Ho potuto passare dallo stato di studentessa straniera emigrata a quello di professore universitario senza avere nessun aiuto, solo con lo studio, la volontà e l’apertura mentale.
E’ rimasta in contatto con il mondo accademico perugino?
L’istituto di Medicina vascolare dell’Università di Perugia è uno dei più importanti in Europa e ho ancora carissimi colleghi con i quali sono in contatto.