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Terni, il ladro dei matrimoni finisce in carcere per una vecchia condanna. Domiciliari revocati

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Il 45enne ternano, che si era imbucato a un matrimonio per poi scassinare le auto degli invitati sul più bello, è finito in carcere per una vecchia condanna, risalente a più di dieci anni fa. Ancora guai dunque per l’uomo, ora residente a Viterbo, le cui iniziali sono I.F. Quest’ultimo domenica 5 settembre si è presentato a un ricevimento nuziale intorno alle 15 con un vestito elegante, a bordo di una Mercedes berlina fiammante, addobbata a festa con coccarda e composizione floreale, collocata sulla mensola del portabagagli.

Mimetizzatosi perfettamente tra gli invitati, dopo aver brindato agli sposi, si è allontanato con nonchalance per raggiungere il posteggio esterno della location esclusiva, ignaro di essere osservato dai carabinieri di Soriano nel Cimino (Viterbo), che nel frattempo si erano appostati per seguirne ogni mossa. I militari dell’Arma dopo averlo visto all’opera, mentre era intento a forzare una macchina presa di mira e arraffare quanto custodito nell’abitacolo, lo hanno fermato in flagranza tra gli applausi scroscianti dei partecipanti alla cerimonia. Ai carabinieri che lo hanno interrogato ha riferito di aver agito per disperazione a causa della sospensione del reddito di cittadinanza, che aveva percepito da più di un anno a questa parte. Lunedì 7 settembre il 45enne, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è comparso davanti al giudice Francesco Rigato per la direttissima, durante la quale ha respinto ogni accusa, precisando di non aver danneggiato le aperture degli sportelli del veicolo, a suo dire, grazie alla tecnica dello spadino. Si tratta, per l’esattezza, di un cavo d’acciaio dotato di gancio all’estremità, che se inserito nella fessura delle portiere, consente di aprire qualsiasi vettura senza scassinarla.

Tuttavia, le indagini stanno andando avanti per verificare se sia sempre il 45enne l’artefice di diversi colpi avvenuti nella stessa zona e messi a segno con modalità simili. L’uomo, con diversi precedenti alle spalle, ha lasciato gli arresti domiciliari ai quali era stato ristretto e in questi ultimi giorni è stato trasferito in carcere per scontare la pena relativa a un altro procedimento a suo carico. Intanto il 18 novembre inizierà il dibattimento per i fatti che risalgono al primo week end di settembre.