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Perugia, a Palazzo della Penna cento opere raccontano Raffaello e l'Umbria

Sabrina Busiri Vici
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Un maestro illustre come Perugino e poi la pala Colonna, la pala degli Oddi, la Madonna Conestabile, la pala Ansidei, il trasporto Borghese, la madonna di Foligno, l’incoronazione di Monteluce, all’affresco di San Severo e tanto altro. In un patrimonio dal valore inestimabile si racchiude il rapporto fra Raffaello e l’Umbria, una mostra a Palazzo della Penna a Perugia lo racconta da oggi fino al 16 gennaio. Cento opere datate fra ’500 e ’900 ripercorrono Fortuna e mito del pittore urbinate in Umbria, il tutto corredato da documenti letterari e di storia critica. Il progetto espositivo, organizzato dal Comune di Perugia, è di Francesco Federico Mancini e si avvale di un catalogo edito da Aguaplano. Sponsor, l’azienda umbra Connessi che opera nel campo delle telecomunicazioni. I prestiti provengono da tutta Italia e dall’estero.

 

Sabato 25 settembre “dopo tre anni di lavoro intenso”, come ricorda l’assessore Leonardo Varasano, la mostra è stata inaugurata con una presentazione ufficiale a Palazzo dei Priori. “Si è cercato di mettere a fuoco - ha sottolineato il professor Mancini - l’influenza del Raffaello umbro su pittori, incisori, maestri del vetro, ceramisti, miniaturisti. Artisti che hanno tradotto le sue opere fornendo a volte un’originale interpretazione. Ne esce uno spaccato inedito che racconta molto del messaggio lasciato e di come sia stato registrato”. Il percorso a Palazzo della Penna si snoda in dieci stanze. La prima ha una funzione introduttiva e presenta, attraverso quadri dal gusto romantico del periodo ottocentesco, le tappe fondamentali della vita di Raffaello, tra queste l’incontro con Pietro Vannucci, secondo quanto riporta l’aneddotica del Vasari, fino all’amore per la bella Fornarina.

 

Andando avanti si passa attraverso una sezione dedicata ai ritratti di Raffaello, alle attribuzioni, su ancora si discute, della Madonna Conestabile e poi si incontrano dipinti di Perugino, Signorelli, Pintoricchio. “Sono stati artisti decisamente importanti per la formazione del giovane Raffaello in Umbria”, specifica Mancini. Ed eccoci a Perugia con con l pala Colonna e la pala degli Oddi. E poi Città di Castello, lo Sposalizio della Vergine e la pala Ansidei. E ancora, l’affresco di San Severo, la deposizione Baglioni, l’incoronazione della vergine e, infine, la Madonna di Foligno. “L’Umbria ha un legame speciale con Raffaello; per tale ragione la mostra rappresenta un atto dovuto per celebrare al meglio questo connubio” ha concluso l’assessore Varasano. La mostra sarà un prezioso strumento per la ripresa del settore artistico culturale.