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Umbria, percepisce reddito di cittadinanza ma ha uno stipendio da 20 mila euro l'anno

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Percepiva il reddito di cittadinanza pur guadagnando 20 mila euro all’anno di stipendio. Nel formulare la richiesta del Rdc, che ha intascato per cinque mesi, aveva messo nero su bianco di essere senza reddito. Per questo un 27enne marocchino, residente da più di dieci anni a Perugia, è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Perugia per false dichiarazioni nell’ambito della legge speciale del reddito di cittadinanza. L’uomo, assistito dall'avvocato Pasquale Perticaro, aveva una partita Iva e svolgeva lavori saltuari. Riparazioni a domicilio. 

 

 

Secondo la difesa non avrebbe potuto dichiarare in via preliminare l’importo del reddito di quell’anno, avendo il regime della partita Iva, e quando ha fatto la domanda sarebbe stato effettivamente senza entrate. Il problema è che poi ha continuato a incassare l’assegno pur lavorando. Per il giudice dell’udienza preliminare deve andare a processo. L’indagine è stata condotta dalla Gdf. Intanto, nonostante le inchieste - tra cui l’ultima con 200 rom che prendevano i soldi senza stare in Italia - continuano i tentativi dei furbetti di accedere all’assegno mensile che in Umbria si attesta a una media di 450 euro mensili a testa. Uno su tre ci prova. Anche gli ultimissimi dati lo attestano. La direzione regionale dell’Inps fa sapere che dal primo di agosto ad oggi sono state accolte nella provincia di Perugia 185 richieste e respinte o revocate seduta stante 116. Più di una su tre.

 

 

 

A Terni, rispettivamente, 98 e 34. Dall’inizio del 2021 a Perugia sono state accolte 3.381 pratiche tutt’ora in pagamento per un importo totale di erogazioni pari a 13.700.000 euro (calcolati su l’importo medio mensile di 450 euro). Sono state respinte 2.251 richieste e, tra revocate e messe in decadenza, si contano 439 pratiche per un importo di euro 1.780.00 di indebite percezioni che verranno recuperate a favore dell’erario. A Terni risultano accolte 1.824 richieste per un importo totale erogato pari a 7.380.000 euro. Respinte 1.000 pratiche e revocate o decadute 189, con indebito versamento da recuperare pari a 760.000 euro. In totale nei primi otto mesi del 2021 solo in Umbria sono state rilevate percezioni indebite per 2.540.000 euro. Ancora tutte da riprendere. Materiale sterminato per la guardia di finanza, dato che ogni irregolarità viene comunicata all’autorità giudiziaria, e per gli stessi uffici dell’Istituto nazionale di previdenza sociale.