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Umbria, emergenza cinghiali: la Regione blocca le tre battute di contenimento

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Le tre battute di contenimento al cinghiale, la prima delle quali era programmata per la giornata di oggi, sono state bloccate perché manca ancora il parere dell’Ispra. La deliberazione di giunta con cui viene integrato il calendario venatorio 2021/2022 inserendo le tre giornate (23, 26 e 30 settembre) per poter esplicare la sua efficacia, infatti, deve essere corredata dei pareri della Commissione consiliare competente e dell’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) come previsto dalla vigente normativa. E’ quanto evidenzia l’assessorato regionale alla caccia che rimarca le numerose sollecitazioni che nei giorni scorsi erano arrivate per effettuare le battute.

 

 

Per questa specie l’inizio della stagione venatoria è programmato per il 3 ottobre ma nel corso di un tavolo tecnico convocato per fare il punto sul problema - sempre più sentito dal mondo agricolo - si era deciso di dare l’ok a tre giornate di contenimento. Le associazioni di categoria, infatti, avevano in quell’occasione ribadito la situazione di forte emergenza dovuta al proliferare dei cinghiali nonostante tutte le procedure e le attività di prevenzione e controllo che sono state attuate fino a quel momento.

 


Secondo una stima di Coldiretti sono 120-130 mila gli esemplari in Umbria mentre ammontano a circa 700 mila euro i danni calcolati in un anno alle produzioni agricole e con compromissione anche dell'equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale. Una situazione che aveva portato la giunta regionale, lo scorso marzo, a deliberare il nuovo regolamento per la gestione del prelievo venatorio degli ungulati attraverso la caccia di selezione che ha inserito, per la prima volta in Umbria, la specie cinghiale.