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Umbria, nel fiume Topino tre specie di pesci sono a rischio di estinzione: "Acque pesantemente inquinate"

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Una maggiore coordinazione tra i vari organi competenti per gestione migliore dell’acqua come risorsa che, attraverso il fiume Topino, unisce Foligno ai comuni vicini. E’ emerso dal convegno “Acqua come risorsa del territorio” organizzato da Legambiente a Palazzo Trinci con numerosi ospiti ede esperti. A partire dal presidente di Legambiente Foligno Marco Novelli: “Per salvare il Topino, in estrema difficoltà, serve unione da parte di tutte le comunità da cui è attraversato, da Nocera Umbra a Cannara. In Umbria solo il 40% dei fiumi è in buona salute perché non c’è rispetto delle regole. Come Legambiente abbiamo riscontrato che la rete di depurazione non è di buona qualità e che le acque sono pesantemente inquinate, con materiale di vario genere. Il territorio è gravemente compromesso, ma non ci arrendiamo e offriamo collaborazione per estendere il controllo dove le istituzioni non arrivano”. In questo senso, ha spiegato Alessandra Cingolani di Arpa Umbria, presentano problematiche importanti, dal punto di vista della qualità ecologica, dello stato chimico delle acque superficiali e della qualità delle acque sotterranee, il torrente Ose di Spello, i bacini idrici Teverone-Marroggia e Timia-Teverone e una parte del Topino.

 

 

Le criticità maggiori riguardano la presenza oltre il limite di metalli, composti e pesticidi, ma anche di nitrati, solventi e prodotti fitosanitari. Il presidente dell’Associazione degli Ittologi Acque Dolci Massimo Lorenzoni ha sottolineato che solo nel Topino, in tutta l’Umbria, sono rimaste tre specie a rischio di estinzione (la lampreda di ruscello, lo spinarello e il capesciotto) e che altre quattro si sono estinte, lanciando un allarme per la salvaguardia della fauna fluviale. Paolo Montioni, presidente del Consorzio Bonifica Umbra, ha ricordato che nell’ambito della manutenzione dei canali di scarico urbani “5 mesi fa è partito il progetto di risistemazione dell’alveolo in zona Casone da 1 milione e 300 mila euro che per i primi del 2022 potrebbe essere terminato mettendo in sicurezza quella zona”.

 

 

Anche Antonio Ruggiano, sindaco di Todi e presidente di Auri, è intervenuto: “Nella valleumbra 44 mila utenze sulle 82 mila gestite da Vus (assente al convegno ndr) consumano 5 milioni di metri cubi di acqua l’anno e aggiungendo la dispersione nelle condotte si arriva a 8-9 milioni Il bacino del Topino ha 145 punti di captazione, 127 sorgenti e 18 pozzi, che per la maggior parte sono nel Comune di Foligno e che sotengono 2/3 di tutto questo territorio. Ma la gestione del sistema idrico, per come l’abbiamo vista fino adesso, non va bene. Le sanzioni non bastano, servono professionalità”.