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Fask, è uscito il nuovo album: “C'è tantissimo di Perugia in questi brani”

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Un album che segue un percorso ben definito, iniziato nel 2019 con Animali Notturni. Un album che, indubbiamente, è profondamente segnato dalla pandemia che ancora sta caratterizzando il mondo intero. E’ uscito venerdì “E’ già domani”, il sesto lavoro dei Fast Animals And Slow Kids, band perugina composta da Aimone Romizi, Alessio Mingoli, Jacopo Gigliotti e Alessandro Guercini.


Quello che si nota è un cambio, una “rottura” con quanto avete fatto in passato. E’ una cosa pensata oppure si tratta di una semplice evoluzione del vostro modo di suonare?
Dall’interno è difficile valutare queste cose. Per noi è semplicemente un percorso che prosegue. Non ci siamo mai detti: “Da domani facciamo un certo tipo di musica”. I nostri dischi sono album di fotografie che potremo risfogliare per rivedere la nostra vita in quella fase. Rispecchiano tutto quello che viviamo, le emozioni, gli ascolti musicali che vanno ad influenzare il lavoro. Negli anni c’è sempre stata un’evoluzione, ma sono sempre passaggi molto spontanei. Forse in “Animali Notturni” abbiamo preso consapevolezza di essere pieni di filtri davanti ai nostri occhi, presi dall’immagine di quello che saremmo dovuti diventare invece che essere semplicemente liberi di essere chi eravamo musicalmente. “E’ già domani” è in linea con il precedente album, ma ha avuto una lavorazione particolare. La scrittura è infatti iniziata prima del lockdown, poi il mondo è esploso e il tempo si è completamente dilatato. Abbiamo avuto un tempo infinito per scrivere, cancellare, ripartire da zero. Qui il passo in avanti è l’aver inserito tanta roba “matta”, è un album più pensato. C’è un assolo di sax, parti con doppia batteria, il nostro primo featuring. E’ un passo in avanti di un percorso che continua. 

 

 

Quanto c’è di Perugia – dove tra l’altro sarete lunedì per il firmacopie alle 17,30 al T-Trane di Borgo XX Giugno – in questi 12 brani?
C’è tantissimo, come in tutta la nostra storia. I nostri dischi sono uno spaccato di quello che viviamo, e mai come in questo caso abbiamo vissuto veramente tanto la città. Magari in altri lavori c’è la vita del tour in giro per l’Italia. In questo caso invece siamo stati per la maggior parte del tempo chiusi in casa a fare l’unica cosa che potevamo fare, e per fortuna ci piaceva. Racconta tanto la vita che abbiamo vissuto.


Perché “Come conchiglie”, singolo uscito dopo “Animali Notturni” ma prima dei tre singoli che hanno anticipato “E’ già domani”, non è rientrato nell’album?
L’abbiamo scritta ad inizio lockdown. Dovevamo buttare fuori delle emozioni che noi riusciamo ad esprimere solo in musica. Si tratta di pensieri fortemente negativi, che sono stati provocati da una situazione critica interna personale. E’ stato registrato in una condizione inedita. Ognuno di noi ha suonato la propria parte in casa per poi mandarla al nostro produttore Cantaluppi che l’ha mixata. E’ un pezzo che sentivamo l’esigenza di far uscire ma che ha avuto una vita propria, si è auto concluso lì, non aveva bisogno di un contenitore e abbiamo deciso di non suonarlo dal vivo. 

 

Capitolo live: avete terminato un tour in acustico e partirete con uno nuovo ad aprile. Nonostante ci siano strumenti come vaccini e green pass però non siamo è ancora tornati ad una situazione di normalità per la musica. Cosa ne pensate?
Il tour acustico è stata un’esperienza bellissima, ma quello che ci piace fare, soprattutto adesso, è tornare ai concerti dei Fask che tutti conosciamo. Partiremo ad aprile perché plausibilmente si pensa che potremo tornare a dei concerti veri. Noi non vogliamo entrare nel merito tecnico scientifico, ma se ci sono questi strumenti li dobbiamo utilizzare. Siamo d’accordo quindi con la tematica aperta da Cosmo a proposito di live (l’artista bolognese aveva scritto una lettera al presidente dell’Emilia Romagna, Bonaccini e alla sua vice Elly Schlein per un ritorno alla normalità)


Nelle otto date presentate però manca Perugia. Ci sono sorprese in arrivo?
Le date sono solo la prima parte del tour. Se la situazione lo permetterà, il modo di suonare in più città ci sarà sicuramente. Per quanto riguarda Perugia, non vediamo l’ora di tornare a suonarci. È sicuramente toccante.