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Covid, il bollettino di oggi: 4.578 nuovi casi e 51 morti, tasso di positività 1.3%

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Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 4.578 nuovi casi, in lieve aumento rispetto ai 4.552 di ieri. I decessi, invece, sono stati 51, in calo rispetto ai 66 di ieri, per un totale di 130.284 dall’inizio della pandemia. È quanto emerge dal bollettino quotidiano sulla diffusione del coronavirus del ministero della Salute. I tamponi effettuati sono stati 355.933 mentre ieri erano stati 284.579. Il tasso di positività scende all’1,3 per cento dall’1,6 per cento di ieri. I ricoverati con sintomi sono 3.958, i pazienti in terapia intensiva 519 (sei in meno rispetto alla precedente rilevazione). In totale, dall’inizio della pandemia, i casi salgono a 4.632.275. I dimessi/guariti sono 5.756 in più, per un totale di 4.388.951. Gli attualmente positivi sono 1.231 in meno (113.040 in tutto). In isolamento domiciliare ci sono 108.563 persone. A livello territoriale, la regione con il maggior numero di casi è la Lombardia (765). Seguono la Sicilia (643), il Veneto (536) e l’Emilia-Romagna (403).

 

 

E intanto il noto infettivologo Matteo Bassetti è tornato ad esprimersi sulla delicata questione della terza dose "booster" e in special modo sul verdetto della Food and drug administration statunitense, che ha raccomandato la terza dose del vaccino anti Covid solo agli over 65, ai vulnerabili, agli operatori sanitari e altri soggetti ad alto rischio di esposizione professionale, bocciando invece quella generalizzata per tutta la popolazione: "Mi trova d’accordo. La Fda ha espresso un principio assolutamente condivisibile" cioè che "la terza dose va fatta entro l’anno solo a chi si presume o si sa che non ha risposto alla vaccinazione, quindi i fragili. Per tutti gli altri non corriamo. Con il nuovo anno potremmo capire, in base ai dati delle sperimentazioni, se la dose di richiamo sarà da fare una volta all’anno, come io credo, oppure se farla più avanti o addirittura se per qualcuno non sarà necessaria" 

 

Il direttore della Clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova ha poi aggiunto che "se è verosimile pensare che una terza dose possa aiutare a rispondere meglio i soggetti vulnerabili, soprattutto nei confronti della variante Delta - sostiene - per tutti gli altri credo che bisognerà attendere, anche per capire quando e con quale vaccino farla, se con lo stesso vaccino, con un vaccino diverso o con nuovi vaccini che arriveranno. È tutto in divenire per il momento". "Ma - avverte Bassetti - non dimentichiamoci che prima di pensare alle terze dose generalizzate, bisogna pensare alle prime dosi per tutti gli altri paesi, perché l’obiettivo da porci è avere, entro ottobre 2022, almeno 5-6 miliardi di persone vaccinate nel mondo. Solo quando anche gli altri paesi non ricchi potranno vaccinarsi, si uscirà definitivamente dalla pandemia. Questo vorrà dire veramente aver vinto la battaglia".