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Terni, prostituzione: 60mila euro al mese fruttavano le moldave nella casa di appuntamenti di via Lungonera Savoia

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Un giro d’affari di circa 60 mila euro al mese. Questo il volume che i due moldavi arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri del comando provinciale di Terni, segnatamente del Nor (Nucleo Operativo Radiomobile), erano riusciti a mettere in piedi con la casa di appuntamenti in via Lungonera Savoia, nella città dell'acciaio.

Un conteggio che mette in evidenza quanto redditizio il giro di prostituzione dentro cui avevano fatto finire tre ventenni loro connazionali, rimaste nell’incubo  fino al blitz messo in campo dai militari del comando di via Radice.

 

L’operazione è stata denominata “504”, dal codice che i clienti digitavano sul tastierino al portone del palazzo che ospitava la base del sesso, ed ha fatto emergere anche i conti relativi allo sfruttamento della prostituzione: secondo quanto ricostruito dagli uomini del comandante Alessio Perlorca, le tre ragazze erano costrette a una ventina di performance al giorno per un costo tra i 70 e i 100 euro ognuna. Un giro quindi che mensilmente arrivava a quasi sessantamila euro.

Soldi che i due aguzzini incassavano, fino al momento dell’arrivo dei carabinieri che sono riusciti ad incastrarli, anche grazie alle segnalazioni di diversi residenti. Uno di loro era presente nell'appartamento, e controllava che le ventenni facessero il loro "dovere", secondo l'intento criminale dell'organizzazione, l'altro invece è stato rintracciato ed arrestato a Latina.

 

Le tre giovani, che sono state poi accompagnate in un centro di accoglienza specializzato, erano di fatto segregate in casa e non potevano avere contatti con l’esterno: i due moldavi arrestati fornivano loro soltanto il minimo indispensabile, da mangiare e qualche spiccio.

Un vero e proprio inferno quindi, smascherato dal blitz dei carabinieri i quali, una volta entrati nell’appartamento, si sono visti subito le tre ragazze chiedere aiuto tramite lo smartphone, in particolare con una app di traduzione tramite la quale hanno chiesto immediatamente di essere portate in salvo dagli uomini dell’Arma.