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Umbria, riparte lo sport ma mancano le strutture: ecco i dati

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Non solo scuola, la nuova stagione vede la ripartenza anche in Umbria dello sport di base per i minori. Dopo più di un anno di attività a singhiozzo è incalzante la necessità di riprendere il movimento a pieno ritmo pur dovendo affrontare l’impasse di autocertificazioni, tamponi, docce distanziate e ora pure il green pass. L’Umbria, secondo il rapporto di Openpolis in base ai dati elaborati per il gruppo Crc (2021), è la seconda regione italiana, dopo il Lazio, per frequenza dell’attività sportiva: più di 6 ragazzi su 10 fra i 3 e i 17 anni praticano sport con continuità. Segue a ruota la Toscana. Quindi su un bacino regionale di oltre 120 mila fra bambini e ragazzi torneranno a giocare a calcio, ad andare in palestra, a praticare la pallavolo e altro ancora in circa 80 mila.

 

 

Il dato, precedente all’emergenza Covid, diventa oggetto di ulteriore riflessione soprattutto rispetto a un fattore cruciale: l’offerta di impianti disponibile sul territorio. Il Cuore verde in questo caso scende ai piedi delle classifiche del report di Openpolis: l’Umbria è, infatti, al terz’ultimo posto per percentuale di scuole con impianti sportivi. Meno di quattro su dieci (31,96%) sono gli istituti attrezzati con palestra e/o piscina. Sono messe peggio solo la Campania e la Calabria. E tra le quindici province d’Italia con meno palestre nelle scuole c’è Perugia (28,9%) insieme a Rimini (23,6%), Modena (28,3%), Rieti (29%) e Rovigo (29,9%), tutte le altre si trovano al sud.

 

Per entrare, inoltre, nel dettaglio degli sport più praticati bisogna far riferimento all’indagine Aur: I giovani e lo sport in Umbria. L’attività sportiva più diffusa fra la popolazione giovanile è il calcio (38,7%) praticato in prevalenza dai maschi dagli 11 ai 19 anni. Ampiamente diffusa una serie di attività che gli intervistati definiscono con l’espressione “vado in palestra” (36,2%). Percentuali di gran lunga inferiori, ma comunque di una certa rilevanza, sono raggiunte dal nuoto (16,8%) e dalla pallavolo (13,3%). Agli ultimi posti della classifica troviamo l’atletica leggera (2,2%) e gli sport di combattimento, come la boxe, il kick-boxing (2,5%) e le arti marziali (4,8%). Oltre al calcio pure la pallacanestro si caratterizza come sport prettamente maschili. La ginnastica, la palestra, la pallavolo e la danza, all’opposto, sono privilegiati dalle ragazze; una lieve prevalenza di quest’ultime si riscontra anche in uno sport tradizionalmente maschile: il ciclismo. La pallavolo, la pallacanestro e il nuoto vengono praticati soprattutto dai più giovani; il calcio e la palestra dai più grandi.