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Istat, il 63% degli umbri è soddisfatto della propria situazione economica: 5 punti sopra la media italiana

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La pandemia non ha fiaccato gli umbri. Dall’ufficio statistiche della regione arrivano due dati (fonte Istat) che lo dimostrano: nel 2020 il 63% delle persone si sono dichiarate molto o abbastanza soddisfatte della propria situazione economica; mentre in Italia risulta il 58%. Siamo a cinque punti percentuali in più. Altro valore da considerare: in Umbria, nel 2020, l’incidenza della povertà relativa familiare – intesa come una situazione di mancanza di risorse necessarie per mantenere lo standard di vita corrente (medio) della società in cui si vive – è pari all’8% contro il 10,1% dell’Italia. E anche qui la situazione strappa un sorriso in più anche se la percentuale è superiore a quelle registrate nel Centro e nel Nord dello Stivale.

 

Soddisfatti - “A essere più soddisfatti – viene spiegato dall’Istat – sono le persone nelle classi di età centrali, gli occupati nelle posizioni più elevate o alle dipendenze e le persone più istruite. La crescita del livello di soddisfazione ha riguardato uomini e donne in misura analoga”. E, su base nazionale, rispetto agli anni precedenti, la crescita ha riguardato gli occupati, con l’eccezione dei lavoratori in proprio.Il livello di soddisfazione nel Cuore verde è inoltre cresciuto rispetto a due anni fa: nel 2018, infatti, per l’Istat solo il 53,8% aveva avevano espresso un grado di soddisfazione positivo.

 

 

Povertà - L’8% delle famiglie che si sono trovate in situazione di povertà relativa mette l’Umbria comunque in una situazione debole soprattutto rispetto al Nord dove siamo al 6,3%; e al Centro dove si registra il 6,4%. Nel Mezzogiorno è invece pari al 18,3%. Su scala regionale, Basilicata (23,4%), Campania e Calabria (20,8% in entrambe) sono le regioni che registrano valori più elevati dell’incidenza, mentre il Trentino Alto Adige (4,3%), l’Emilia Romagna (5,3%) e la Valle d'Aosta (5,4%) presentano i valori più bassi.