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Terni, due slot machine illegali nel retrobottega di un bar: in arrivo sanzione fino a 100 mila euro

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In uno stanzino del retrobottega, chiuso da una porta a soffietto, aveva ricavato una “sala giochi” nella quale aveva posizionato due slot machine. Naturalmente senza alcuna autorizzazione e senza che le stesse fossero collegate, come prevede la legge, alla rete telematica gestita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato.

 

Sono stati proprio i funzionari dell’Adm di Terni, così, a compiere il blitz in un bar che si trova lungo una delle vie più trafficate della città, scoprendo il raggiro che provocava un danno all’erario, per il mancato introito di parte delle giocate e delle stesse vincite, ma soprattutto non tutelava i giocatori, visto che quelle “macchinette” non garantivano alcuna possibilità statistica certa di vincita. Il titolare del bar, così, ora rischia una vera e propria stangata, dal punto di vista amministrativo.

Quando saranno conclusi gli accertamenti, che prevedono anche la possibilità per il reo di presentare proprie controdeduzioni, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli farà quantificherà la sanzione che va da un minimo di 10 mila fino a un massimo di 100 mila euro. Lo stesso dicasi per il provvedimento di chiusura, previsto in questi casi, che sarà da un minimo di un mese ad un massimo di sessanta giorni.

 

Entrando nel dettaglio, nello stanzino era stata ricavata una parete, protetta da una chiusura con un lucchetto, dietro la quale c’erano le due slot. Il responsabile del bar-sala da gioco, sentito dai funzionari, ha ammesso di aver acquistato i due apparecchi su una piattaforma on line.

Dopo l’apposizione dei sigilli, le due slot sono state poi trasferite nella sede dell’Adm di Terni dove saranno oggetto di ulteriori controlli e analisi soprattutto per quanto attiene le schede elettroniche che ne consentono l’uso. In questa fase sarà possibile anche quantificare, dal punto di vista economico, quale fosse il volume di gioco e, conseguentemente, quanto è stato evaso all’erario. Nel corso del 2020 i funzionari umbri hanno accertato 74 irregolarità su quasi 200 apparecchi da intrattenimento controllati, con un tasso d’irregolarità superiore al 38%.