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Terni, largo Cairoli: ok allo spostamento delle bancarelle nell'immobile lungo Corso Vecchio

Giorgio Palenga
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Bancarelle e prefabbricati addio, i commercianti che da anni operano in largo Cairoli, a Terni, troveranno la loro nuova collocazione nell’immobile che separa la stessa zona dall’inizio di Corso Vecchio, lato bar Vetturini per intenderci. Nel pomeriggio di venerdì 10 settembre 2021 la giunta comunale ha dato l’ok all’ipotesi che era già inserita nel progetto che ha avuto il finanziamento del Piano periferie, un totale di 13,8 milioni di euro da utilizzare per l’ammodernamento della zona est della città.

 

 

 

L’immobile in questione, che si sviluppa in orizzontale, di proprietà comunale, ha una serie di locali da adibire a negozi, a piano stradale. E’ stato realizzato nel dopoguerra sul muro rimasto miracolosamente in piedi di un convento completamente raso al suolo dai bombardamenti, che si trovava dove ora c’è il parcheggio. La merlatura che lo contraddistingue, soluzione estetica francamente improbabile, fu mantenuta evidentemente per riprodurre com’era quella parte di convento, ma è di realizzazione moderna, quindi non è sottoposta ad alcun vincolo.

“Stimiamo un tempo di circa un anno per ristrutturare l’immobile e spostare i commercianti – spiega l’assessore all’urbanistica, Federico Cini – contestualmente avvieremo le operazioni di scavo su largo Cairoli per le verifiche del sottosuolo”.

E qui la situazione appare un po’ più complicata. Secondo ricerche storiche su questa parte di città, è assai probabile, per non dire quasi certo, che possano emergere reperti archeologici, come avvenne nella vicina piazza Valnerina.

 

 

Il progetto di riqualificazione dell’area, infatti, prevede anche la conservazione e, se possibile, l’esposizione al pubblico di eventuali tracce del passato della storia di Terni, sempre ovviamente in collaborazione con la Soprintendenza dei beni archeologici. Viene dato invece per certo quasi al 100 per 100, che le “viscere” di largo Cairoli possano restituire le sgradite testimonianze storiche di qualche ordigno bellico risalente al secondo conflitto mondiale.

La zona, come detto, fu letteralmente rasa al suolo, anche per la relativa vicinanza alla Fabbrica d’Armi, e le testimonianze dell’epoca narrarono di un fuoco di fila di bombe sganciate, molte delle quali non esplose e interrate. Considerata l’assoluta centralità della zona, densamente popolata, una eventuale evacuazione, sul tipo di quella delle scorse settimane per l’ordigno di via Piermatti, bloccherebbe un bel pezzo di città. Superati questi scogli, largo Cairoli verrà riqualificato con un ampio spazio verde, con essenze arboree particolari, panchine, arredi urbani, una nuova illuminazione. Una parte resterà destinata a parcheggio.