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Al via al Castello di Spina il GeckoFest 2021: si parte con il concerto all'alba di Alessandra Celletti. Ecco il programma

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Tre giornate di eventi e spettacoli dal vivo a GeckoFest 2021, il Festival dedicato ai temi del Cambiamento e dell’Adaptation che torna da oggi a domenica 12 settembre nel Borgo Castello di Spina, nel comune di Marsciano. Quest’anno si parlerà della Terra, la casa dell’uomo e tra le altre iniziative propone un programma di spettacoli dal vivo: “I concerti all’alba”, in un campo arato di fresco, la musica colonna sonora del risveglio della natura con Alessandra Celletti, Andrea Rellini e Catherine Bruni, (domani e domenica). La performance artistica “Laudato Sì” ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco, per riflettere sul rispetto delle reciproche specificità: opere di Massimiliano Poggioni, Edoardo Cialfi, letture di Graziano Sirci.

 


Musica all’alba, ore 5.30. Qual è la differenza della musica appena svegli alle prime luci dell’alba con le altre ore del giorno?
“All’alba c’è una luce speciale – risponde la pianista Alessandra Celletti - mi piace proprio questo momento del giorno in cui tutto ricomincia. Suonare in quel momento del giorno ha proprio una simbologia speciale, nel momento in cui la luce rinasce, tutto ridiventa nuovo”.


Cambiamento climatico, pandemia, uragani e catastrofi. Come interpreta queste sciagure?
“Penso che alla fine tutte le cose sono in un mutamento continuo, credo che sia naturale che ci siano dei passaggi di questo tipo. L’importante è mantenere sempre il rispetto dell’ambiente, rispetto di ogni altro essere umano, ma soprattutto considerare l’ambiente come qualcosa che ha la stessa nostra dignità”.

 


San Francesco e l’Umbria svolgono un ruolo importante nel messaggio dell’armonia con la natura, come tradurre questo messaggio in musica?
“Le ultime esperienze che ho fatto sono legate ad un album dedicato ai fiumi, dando rilievo a questa possibilità di trasformazione, a questo scorrere continuo. Anche gli animali e il volo fanno parte della mia ricerca e gli ho dedicato in un recente lavoro sei canzoni. Tra l’altro dopo la tappa umbra andrò in Puglia in un contesto in cui unirò la mia musica ad un testo di Carlo Levi proprio sugli animali”.


Suoi punti di riferimento sono il mistico e filosofo Gurdjeff e Erik Satie. Perché?
“Ho approfondito Gurdjeff per ciò che riguarda la musica e non i suoi insegnamenti filosofici ma la musica è strumento di conoscenza. Satie vuole riportare la musica ai tre elementi fondamentali: armonia, melodia e ritmo. Amo Satie per questa sua semplicità che è allo stesso tempo molto profonda”.


Se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna: è questo il senso del suo “Piano piano On the road”, tour itinerante a bordo di un camion di alcuni anni fa?
“Nel 2013 caricai il mio piano su un camion e portai la musica lì dove non era possibile portarla. Quest’anno ho fatto una cosa ancora più minimale, sono partita da sola con un piccolo pianoforte portatile e ho suonato davanti ai corsi d’acqua del Friuli. E ho pensato che in fondo anche i fili d’erba e i fiori sono essere viventi e quindi ho deciso di suonare per loro”.