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Umbria, il processo concorsopoli riparte da zero davanti a nuovi giudici

Gianpiero Bocci con il legale David Brunelli

Fra. Mar.
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Concorsopoli, in aula è tutto da rifare. Riparte da zero il processo di primo grado alla presunta associazione per delinquere di cui secondo l’accusa avrebbero fatto parte i vecchi vertici dell’Azienda ospedaliera di Perugia, l’ex governatrice, Catiuscia Marini, l’ex sottosegretario agli Interni, Gianpiero Bocci e l’ex assessore alla Salute dell’Umbria, Luca Barberini. Come detto però, dopo sette mesi dalla prima udienza, è tutto da rifare. Il procedimento ripartirà da zero il 26 ottobre prossimo dinanzi a un altro collegio di giudici. E’ quanto è stato comunicato ieri nel corso dell’udienza dopo la pausa estiva in cui, per l’appunto, doveva essere sciolta la riserva arrivata dopo l’eccezione di incompatibilità del presidente del collegio, il giudice Carla Maria Giangamboni, sollevata dall’avvocato Francesco Crisi.

 

Il legale dell’ex direttore amministrativo del Santa Maria della Misericordia, recentemente licenziato dalla Asl, ha infatti sostenuto che Giangamboni fosse incompatibile nel suo ruolo di presidente del collegio penale perché nel 2017 aveva autorizzato delle intercettazioni in qualità di gip nell’ambito dell’inchiesta sui presunti appalti truccati all’ospedale. L’inchiesta da cui poi ha avuto origine concorsopoli. L’eccezione era stata sollevata a giugno, subito dopo l’ammissione delle parti civili da parte del collegio e ieri la decisione. Si ricomincia da capo. Anche se, a ben guardare, il secondo collegio - presieduto dal giudice Marco Verola, a latere Francesco Loschi e Sonia Grassi - aveva già incrociato il processone di concorsopoli. Quel tanto che è servito ai pm, Mario Formisano e Paolo Abbritti, di chiedere di riunire questo procedimento con quello che si stava già celebrando con rito immediato per Gianpiero Bocci, e “trasferire” tutto dinanzi al collegio dello stesso Bocci. Il primo, per l’appunto, quello presieduto dal giudice Carla Maria Giangamboni. 

 

La difesa Bocci - assistito dallo studio legale del professor David Brunelli - aveva subito protestato, fuori e dentro l’aula, per la richiesta di riunificazione dei due procedimenti che avrebbe allungato a dismisura i tempi del procedimento Bocci che di immediato avrebbe avuto ben poco. A questo punto quindi, per la difesa Bocci si procederà per la terza volta, alla costituzione di parte civile. Sempre che non ci siano altre eccezioni che di certo l’esercito di avvocati degli imputati, ha in serbo.