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Spoleto, combatte il degrado con i fiori: nuova installazione con i jeans

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La mission di creare installazioni floreali ad hoc per oscurare il degrado causato da atti vandalici e non solo tra via dei Tintori, via Macello Vecchio, via Focaroli e via dei Gesuiti, aree a due passi da corso Garibaldi, non si ferma. E così Manuela Malici, ideatrice dell’iniziativa poco più di un anno fa e in piena fase pandemica, ha tirato fuori dal cilindro un’altra opera molto singolare. Sugli scalini della chiesa di Santa Maria della Piaggia, in via dei Gesuiti, a Spoleto, è infatti apparsa una installazione che vede come elementi di arredo urbano due paia di vecchi jeans che l’artista ha pensato di imbottire per dare la giusta rigidità affinché potessero essere plasmati e adattati alle sedute degli scalini della chiesetta (con tanto di scarpe) per poi inserire alle estremità delle piante con fiori colorati.

 

 

Insomma lei, Manuela Malici, in barba a quanto la mano dell’uomo riesce a provocare di negativo a ciò che è comunque un bene pubblico, ha insistito nella sua opera artistica creando ancora una volta qualcosa che dà gradevolezza agli occhi di chi lì abita o semplicemente passa a piedi ma soprattutto riesce a oscurare tutte le nefandezze a cui quei vicoli sono sottoposti quasi quotidianamente. Tutto ciò, però “non sarebbe stato possibile senza la collaborazione dei miei vicini e di alcuni dei negozi qui intorno – come spiega Manuela Malici – io ho dato l’input ma tutti loro mi hanno fornito del materiale necessario per quest’ultimo ma anche per tutti gli altri allestimenti floreali. Non avrei mai pensato, in vita mia, che ciò che è nato come una idea da sviluppare davanti alla mia casa sarebbe poi diventata così contagiosa. Con persone sempre disponibili a donarmi, anche in forma anonima, il materiale per realizzare le installazioni che oggi si possono vedere lungo i vicoli di tutto il quartiere. E questo mi emoziona ogni volta”.

 

 

Lei, fioraia di professione ma attualmente senza lavoro, ha ricevuto infatti il plauso dei residente di quel quartiere, fino al punto che in molti le hanno donato dei fiori, dei vasi, delle cassette della frutta “e chi qualche soldino per comprare la vernice per colorare i vasi dove piantare i fiori – dice l’artista spoletina di adozione - la mia iniziativa è nata dalla passione che io ho per i fiori ma non mi aspettavo certo tanta collaborazione. Una sorta di catena di solidarietà che ha fatto sì che potessi realizzare ciò che avevo in mente fin da quando, tre anni fa, ha deciso di scegliere Spoleto quale città dove abitare”.