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Perugia, chiuso l'afromarket di via del Macello

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Il questore Antonio Sbordone ha messo i sigilli al locale etnico di via del Macello teatro dell’ultima rissa. Una chiusura di trenta giorni per, si legge, un giustificato allarme sociale legato a un locale già sotto controllo per episodi di violenza e per la presenza di pregiudicati e di soggetti protagonisti di episodi di disturbo. La tensione è alle stelle a Fontivegge. Due sere fa di fronte al lancio di mattoni e pezzi di marciapiedi i passanti si sono nascosti tra i portici dei palazzi. Chi assisteva dalla finestra ha iniziato a riprendere la scena da guerriglia urbana facendo il giro delle chat e dei social. A fronteggiarsi due gruppi di tunisini e nigeriani probabilmente per il controllo dello spaccio.

 

 

Sicuramente con gli animi alterati da fiumi di alcolici bevuti dalle 10 del mattino. “Ancora l’ennesima rissa presso il solito afromarket in via del Macello, ormai siamo praticamente a un match di boxe di gruppo a settimana. Fortunatamente stamattina c’erano agenti di polizia impegnati nel controllo del territorio, ma nonostante la loro buona volontà è un rimedio temporaneo: bisogna intervenire su queste attività che continuano in barba ai divieti a smerciare alcolici e ad essere punto di ritrovo per sfaccendati di vario genere”. E’ l’ultimo post, garbato e condiviso da molti, comparso sul gruppo facebook Progetto Fontivegge. Il video della rissa di giovedì sera e l’accoltellamento di poche ore dopo sono la dimostrazione che così non si possa più andare avanti. “Da anni porto avanti la mia battaglia contro attività che non servono alla collettività e sono ricettacolo solo per bere e balordi - dice Giulietto Albioni di Progetto Fontivegge, comitato che da anni denuncia il far west della zona di Fontivegge - ci sono 5 afromarket nella nostra zona: a che servono?”.

 

 

E forse un altro potrebbe arrivare anche in via Martiri dei Lager. “E’ dal 1995 che raccolgo materiale, articoli di giornali, domande su Fontivegge - prosegue Albioni - è dagli anni Novanta che sono iniziati i problemi con i forti afflussi di extracomunitari, la complicità di residenti ad affittare a sbandati gli appartamenti, l’assestenzialismo e i buonisti. Naturalmente sappiamo bene che il problema siano anche la carenza di leggi e la loro inapplicabilità come la perenne carenza di organici tra le forze dell’ordine”, aggiunge. Ma Albioni come spesso fa dalla pagina social punta il dito: “Qui ormai si fa finta di non vedere: sindaco Romizi, la invitiamo a venire a vedere cosa è diventata Fontivegge. Alla luce di questi nuovi episodi stiamo organizzando un’assemblea pubblica per invitare tutti gli amministratori e i politici della città: siamo curiosi di vedere chi si presenterà. Siamo di fronte a una manifesta incapacità: si sono scordati di questo quartiere. Ma non molliamo e scriveremo ogni giorno. Pronti anche a richieste estreme”.