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Trasimeno, le alghe sono un problema per il turismo: "Servono soluzioni condivise"

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“Al turista che ci chiede conto di questo triste ‘spettacolo’ proviamo a spiegare che l’accumularsi delle alghe sulle rive è un fenomeno legato alla natura stessa del Trasimeno e alle caratteristiche proprie di tutti i laghi con basi fondali. Una risposta che però ovviamente non soddisfa e non elimina il problema”. Se tutti hanno a cuore la salute del lago Trasimeno, a monitorarla con particolare attenzione e preoccupazione ci sono anche gli operatori turistici i quali temono che i visitatori, costretti oggi a convivere con il disagio dello spiaggiamento delle alghe, non tornino le prossime estati.

 

 

Alla luce dei problemi ambientali che stanno interessando il Trasimeno, con tutte le polemiche che vi ruotano attorno, Michele Benemio, presidente del consorzio Urat (Unione ristoratori e albergatori del lago Trasimeno) e di Cna Turismo e Cultura Umbria, torna a sollecitare le istituzioni locali chiedendo che affrontino rapidamente e definitivamente gli storici problemi del lago. “Sebbene la stagione turistica stia volgendo al termine – sollecita Benemio – è comunque necessario intervenire subito. Stiamo programmando nei prossimi giorni degli incontri con l’Unione dei Comuni del Trasimeno, che ha la delega sulla gestione del lago, affinché si trovino subito soluzioni condivise, non solo per il problema alghe. Abbiamo apprezzato la riattivazione delle taglierine, ma per esempio ci sarebbe da rimettere in funzione anche le draghe per far fronte al progressivo innalzamento dei fondali che rischia addirittura di immobilizzare i traghetti”.

 


Per quanto riguarda le difficoltà sollevate pubblicamente dal sindaco di Castiglione del Lago Matteo Burico in merito alle leggi vigenti che impediscono di intervenire con efficacia sulla manutenzione del lago, Benemio osserva come “l’istituzione del Parco del Trasimeno abbia finora portato essenzialmente vincoli piuttosto che vantaggi”. Infine un bilancio sulla stagione turistica al Trasimeno. “È stata molto positiva in termini di presenze – sostiene il rappresentante dei ristoratori e albergatori lacustri –, anche oltre le aspettative. Parliamo però di stagioni molto brevi, circa tre mesi, da giugno ad agosto, ed è duro lavorare solo per brevi periodi e poi pagare le tasse per dodici mesi. Noi stiamo già dando il massimo, è ora che anche il pubblico faccia la sua parte. Non possiamo essere noi a sopperire alle sue inefficienze. La volontà di affrontare e risolvere i problemi da parte delle istituzioni locali e regionali sembra ci sia. Staremo a vedere”.