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Green Pass, Perugia: questa sera Diego Fusaro in Piazza della Repubblica "per dire no alla infame tessera verde"

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"Ci vediamo questa sera 4 settembre a Perugia per dire no alla infame tessera verde della discriminazione a norma di legge". Così il filosofo Diego Fusaro, da tempo attestato su posizioni fortemente critiche per quanto riguarda la restrizione delle libertà individuali che si è verificata con l'introduzione del Green Pass in Italia, annuncia la propria partecipazione questa sera, alle 21, a Perugia, in Piazza della Repubblica, ad un evento organizzato da "Ancora Italia" dal nome "Quale futuro per i diritti costituzionali?". Nella locandina pubblicata nel proprio canale social sono elencati anche gli altri partecipanti.

 

 

 

Da tempo Fusaro, "influencer intellettuale" di critici e scettici dell'attuale governance, ha assunto posizioni dure verso la gestione della pandemia. E' di qualche giorno fa la presenza televisiva a 'Zona Bianca', il programma di attualità su Rete 4 condotto da Giuseppe Brindisi, al termine del quale il pensatore aveva lamentato via Facebook una certa faziosità degli altri ospiti e l'impossibilità di argomentare adeguatamente le proprie idee. Anche altri esponenti del mondo intellettuale, come Giorgio Agamben e Massimo Cacciari, hanno criticato la politica italiana mettendo in evidenza come l'introduzione del Green pass - o, a fortiori, di misure più dure come l'eventuale obbligo vaccinale - denoti, a loro dire, una assenza di sensibilità verso i diritti individuali riconosciuti dalla Costituzione italiana. 

 

 

Nel sito internet del partito, si legge che "'Ancora Italia - Per la sovranità democratica' è l’ambizioso tentativo di mettere al centro la cultura, per tradurla in progetto di redenzione politica del Paese. Per pensare e agire altrimenti. Ancora Italia è il partito politico di chi, nel tempo della globalizzazione infelice e dei mercati apolidi deregolamentati, del fanatismo economico senza frontiere e senza identità, non rinuncia ad affermare, con orgoglio e determinazione, che noi siamo ancora Italia: e che, dunque, occorre procedere in direzione ostinata e contraria rispetto ai cantori delle “cessioni della sovranità” e della 'irreversibilità' dei processi in atto"